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    HomeCultura e tempo liberoQuando lo sport racconta l'Umanità

    Quando lo sport racconta l’Umanità

    Quando lo sport manda un messaggio che va oltre i risultati tecnici, ma si inserisce autorevolmente nel dibattito internazionale soprattutto in situazioni particolarmente difficili. Un messaggio che è scaturito dal bellissimo meeting svoltosi martedì scorso al ristorante “Castello” di Gambolò e organizzato da prestigiosi club di servizio della zona (Lions Ticinum, Cassolnovo Le Robinie, Rotary Mede Vigevano, Rotary Club Morimondo Abbazia, Ambassador Club International) che ha visto la presenza delle più prestigiose “firme” sportive internazionali, chiamate dal dinamico giornalista vigevanese Gianni Merlo, Presidente dell’Associazione Stampa Sportiva Internazionale, a “testimoniare” il loro lavoro nella drammatica situazione che il mondo sta vivendo, tra guerra e pandemia.
    Il “Meeting”, organizzato con il supporto del Lion Enrico Colla, è stato possibile grazie al fatto che in questi giorni i giornalisti sono riuniti a Vigevano come giuria per il Premio Internazionale “AIPS SPORT MEDIA AWORDS”, come ricorderemo ha avuto come sede della premiazione nell’ultima edizione la scuderia del nostro Castello, in un evento televisivo di grande impatto.
    Ebbene, queste grandi firme, provocate da Gianni Merlo, hanno raccontato la loro esperienza lavorativa soprattutto per gli eventi delle Olimpiadi di Tokio e di Pechino, svoltisi nel “clou” della pandemia e che oggi sono chiamati a “raccontare” lo sport, nella drammatica “location” della guerra. Giornalisti provenienti da Francia, Olanda, Stati Uniti, Marocco, Germania, Giappone hanno portato la testimonianza del loro “lavoro” in particolare per quanto riguarda le Olimpiadi in Giappone e in Cina e oggi con lo sguardo verso appuntamenti sportivi internazionali nella incertezza di una guerra che non si può nemmeno definire nel suo sviluppo.
    E’ stata più di una volta pronunciata la parola “umanità”, a significare come l’evento sportivo non si pone mai come una competizione a parte, ma si cala nella realtà umana, con le sue paure e le sue speranze.
    Fin dalla prima “Maratona” di Filippide lo sport ha saputo portare un messaggio ben preciso al mondo intero.
    A Gambolò, l’altra sera, questa “umanità” è trasparsa in tutti gli interventi e più di una volta i relatori hanno da una parte parlato delle restrizioni dovute alla pandemia, che come sappiamo hanno coinvolto il mondo dello sport, e dall’altra hanno fatto emergere la “speranza”….”stadi senza pubblico- hanno detto – fanno male al cuore e allo sport”, augurandosi che i prossimi eventi possono riportare quel pubblico che non è da classificare solo come “tifosi”, ma come “umanità” che anche attraverso un record sportivo “testimonia” un forte messaggio di fratellanza e di pace.

    Emilio Pastormerlo

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    1 commento

    1. Bravo Monsignor Pastormerlo! Il mondo ha senz’altro più bisogno di sport che di bombe…e tutti vissero felici e contenti! Ciao Emilio

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