«Non abbiate paura». Per ben tre volte, nel brano del Vangelo di Matteo, Gesù ripete ai suoi discepoli l’invito a non lasciarsi dominare dalla paura. Una delle esperienze più universali dell’uomo, che assume molte forme: la paura del futuro, l’incertezza economica, la solitudine, la malattia, la guerra, la perdita delle persone care.
Vi è anche una paura più sottile ma altrettanto diffusa: in una società che spesso misura il valore delle persone sulla base dell’apparenza, il cristiano può essere tentato di vivere una fede privata e silenziosa per evitare giudizi o contrasti. Gesù, invece, invita a uscire dalla logica del nascondimento. «Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce». Al centro del brano emerge una delle immagini più tenere di tutto il Vangelo:
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro.
Se persino i piccoli passeri sono oggetto dell’attenzione di Dio, quanto più lo sono gli uomini e le donne che egli ha creato e amato. «Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati». È un modo poetico e potente per dire che nulla della nostra vita è insignificante agli occhi di Dio. Questa certezza cambia il modo di affrontare la vita. Non elimina magicamente i problemi, ma dona una prospettiva diversa. Chi sa di essere amato da Dio non è più schiavo delle proprie paure. Può attraversare le prove senza soccombere alla disperazione, perché sa di non essere solo. La fiducia cristiana non nasce dalla convinzione di essere forti, ma dalla scoperta di essere accompagnati. L’ultima parola del Vangelo riguarda il coraggio della testimonianza: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio». Gesù non chiede una fede tiepida o nascosta, ma una relazione vissuta con autenticità. Riconoscerlo significa lasciarlo entrare nelle scelte concrete, nei rapporti familiari, nel lavoro, nell’impegno sociale, nella vita della comunità. In un tempo in cui molte voci generano confusione e insicurezza, il Signore continua a ripetere ai suoi discepoli di ogni epoca: non abbiate paura. Non perché il male non esista, ma perché l’amore di Dio è più grande di ogni paura. È questa la buona notizia che il mondo attende ancora oggi: sapere che nessuno è dimenticato, solo, fuori dallo sguardo amorevole del Padre.
don Carlo Cattaneo


