Mortara, l’inaugurazione dell’anno santo

«Per noi è bello essere qui». Si potrebbero parafrasare le parole del Vangelo di Matteo per descrivere, senza essere irrispettosi, la serata di domenica 26 gennaio nella basilica di San Lorenzo in Mortara. Durante la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal Vescovo Maurizio Gervasoni, è stato inaugurato l’anno giubilare per la città.

VALORE «Un luogo significativo – ha sottolineato il parroco don Marco Torti nel saluto d’apertura – dal punto di vista storico, artistico e religioso, e un tempo speciale, non solo per la grazia dell’Anno Santo, ma anche per altre quattro ricorrenze che coinvolgono profondamente la Comunità: gli 80 anni del martirio di Teresio Olivelli, i 1800 anni dalla nascita di San Lorenzo, i 650 anni dall’inizio della costruzione della basilica e i 100 anni della ricomposizione del corpo di Santa Veneranda”. Insomma, una congiuntura storica straordinaria, evidenziata da Monsignor Gervasoni durante l’omelia».

Rivolgendosi alla folla numerosissima che riempiva ogni angolo della chiesa, il Vescovo ha parlato di un “patto della Grazia da stringere con consapevolezza, per una comunità cristiana che eredita una storia tanto significativa.

Il presule ha quindi motivato la scelta della basilica di Mortara come chiesa giubilare. «Ho scelto Mortara – ha spiegato – perché qui Francesco Pianzola e Teresio Olivelli hanno incarnato lo spirito giubilare in modo straordinariamente provocatorio per il loro tempo. L’uno, dedicandosi alla missione; l’altro, portando speranza e umanità in contesti dove tutto sembrava ormai perduto. Entrambi hanno testimoniato che la grazia del Signore si compiva proprio in quel momento e in quei luoghi».

INIZIO La celebrazione è diventata così il punto di partenza per un’esperienza di conversione e annuncio, affidata non solo ai tanti fedeli presenti, ma anche alle autorità civili e militari, alle realtà di volontariato e ai gruppi parrocchiali, che hanno accolto l’invito a vivere insieme un momento di preghiera. «Possiamo dire senza esitazione – ha affermato con evidente emozione il parroco – che oggi tutta Mortara è qui riunita». E, a giudicare dal variopinto mosaico di stendardi e divise presenti lungo le navate, l’affermazione non è sembrata affatto esagerata. Questa partecipazione testimonia la vivacità associativa e comunitaria che caratterizza la città, unita nell’accogliere un annuncio di speranza di cui vuole farsi portatrice. Vale la pena ricordare che la solenne celebrazione è stata solamente l’inizio di una serie di eventi che arricchiranno il calendario laurenziano di quest’anno. Oltre agli altri appuntamenti giubilari, diocesani e vicariali, nella basilica è stato allestito un percorso di preghiera che, partendo dal fonte battesimale e passando per l’altare dell’Eucaristia, giunge al crocifisso e poi alla porta. Questo itinerario consentirà anche a chi non potrà recarsi a Roma di vivere un pellegrinaggio di speranza, capace di trasformare niente poco di meno che la vita.

don Carlo Cattaneo

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