Non è un’inaugurazione, ma un ulteriore passo verso una rinascita educativa e sociale. All’Istituto Negrone di Vigevano il restauro degli spazi procede, anche se molto di ciò che è stato fatto non si vede. «C’è ancora molto da fare, anche sui campi da gioco, anche se nel frattempo sono stati sistemati centrale termica, impianti elettrici e di riscaldamento ed efficientamento energetico», ha spiegato il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni, nel corso di un punto sui lavori richiamando le radici dell’istituto legate a san Giovanni Bosco.



FUTURO Un’eredità che mette al centro la carità come vocazione universale. «Ciò che facciamo agli altri lo facciamo a Dio – continua mons. Gervasoni – l’educazione chiede libertà e assenso, chiede alla persona di decidere come stare con gli altri». Da qui una visione in cui la memoria storica e artistica dell’edificio viene conservata e valorizzata, guardando però al futuro. Il progetto ha un respiro sociale ampio e vede il Negrone come partner del Comune di Vigevano, capofila di “Vigevano Inc”. «Diventare un tassello delle politiche giovanili cittadine è una responsabilità», è stato detto, ringraziando Regione e Fondazione Cariplo per il sostegno, «nonostante l’aumento dei costi edilizi».
VALORE La volontà è ricominciare subito con le attività educative puntando su spazi ricreativi, laboratori educativi e Stem, ma anche momenti di socializzazione. Il cuore restano bambini e famiglie, con ascolto delle idee dei ragazzi, sportello Informagiovani, prevenzione dell’abbandono scolastico, supporto emotivo e servizi alle famiglie, grazie a équipe multiprofessionali. «Il lavoro psicoeducativo è il cuore del Negrone – ha spiegato Antonella Auletta, psicologa – Conta uno sguardo accogliente e non giudicante, un lavoro corale che unisca professionisti, educatori e parroci». Sulla stessa linea don Moreno Locatelli, direttore di Caritas diocesana. «Da dieci anni lavoriamo insieme. Fragilità giovanile e familiare sono emergenze» con ventotto progetti avviati, in sinergia con scuole e istituzioni. Ma il cantiere guarda avanti. Accessibilità con un nuovo ascensore, riqualificazione dei servizi, parcheggi, nuovi spazi sportivi. Un impegno assunto perché il Negrone resti una porta aperta.
Rossana Zorzato


