Molinari: «Sviluppare l’eguaglianza e la solidarietà»

-

Parte da San Benedetto Simone Molinari, il neosindaco di Garlasco, delegato quest’anno a rappresentare i primi cittadini della Lomellina, proprio perché il santo «nella sua regola aveva messo come norma che nelle riunioni importanti dei monaci, dove si dovevano prendere decisioni, l’Abate iniziasse a consultare partendo dai più giovani»
Subito una duplice domanda, alla Chiesa e agli amministratori: «Che cosa può suggerire e chiedere un Vescovo a cui sta a cuore il benessere della sua gente e del suo territorio? In un trattato di S. Ambrogio intitolato “I doveri” – precisa Molinari – il vescovo di Milano tratta di ciò che è onesto e di ciò che è utile toccando alcune situazioni sociali sel suo tempo. Mi ha colpito come Ambrogio affronta un caso di ingiustizia e di speculazione: il vescovo milanese mette in scena un dibattito tra due personaggi immaginari. Il primo è il portavoce delle posizioni dei latifondisti, che conservano nei loro granai ingenti quantità di grano, aspettando a venderlo quando i prezzi saranno più alti per la penuria dell’offerta sul mercato, che loro stessi concorrono a creare con le loro scelte. Il secondo, dietro al quale c’è lo stesso Ambrogio, condanna in modo fermo questa pratica. Sfondo comune al dibattito è l’opinione, largamente diffusa al tempo e condivisa anche da Ambrogio, della bontà dell’agricoltura».
Analizzando le divergenze tra le affermazioni proclamate e le pratiche poste in essere – spiega il sindaco di Garlasco – Ambrogio denuncia l’illegittimità del profitto conseguito attraverso la creazione artificiale delle condizioni all’origine della penuria di prodotti agricoli. «Contro comportamenti di questo genere – sottolinea – il vescovo di Milano fa appello con forza ai principi dell’eguaglianza degli uomini e della destinazione universale dei beni della creazione, affermando la sussistenza di una solidarietà tra gli uomini che richiama da vicino quanto sostenuto da papa Francesco nei documenti legati alla dimensione sociale come la Evangelii gaudium, la Laudato sii o l’Enciclica Fratelli tutti».
All’individuo chiamato a dover scegliere se agire secondo il proprio utile o secondo onestà il vescovo di Milano propone un criterio chiaro: «Il giusto ritenga che nulla si debba togliere ad un altro né voglia accrescere il proprio vantaggio con danno altrui»
«Una precisa antropologia – sottolinea il primo cittadino lomellino – è alla base di questa visione, i cui perni sono costituiti appunto dalla comune origine di tutta l’umanità e dalla solidarietà tra gli esseri umani che ne deriva».
Ambrogio – ricorda poi Molinari – deplora la pratica, al tempo diffusa e accettata, di espellere i non cittadini, facendo leva su argomenti morali ed economici. «Ambrogio non si ferma alla denuncia di una pratica ingiusta – commenta – ma avanza anche una proposta, citando quanto già occorso nel passato: l’aiuto assicurato da chi ha maggiori possibilità economiche con l’acquisto delle quantità supplementari di cibo necessarie per venire incontro alle esigenze di tutti coloro che abitano nella città».
Inevitabile il parallelo con la difficile situazione pandemica che stiamo vivendo: « Ci ritroviamo ancora in una situazione di pandemia – ha concluso – che ha stravolto non solo le nostre sicurezze sanitarie ma anche quelle economiche e sociali. Non si possono trovare soluzioni solo aspettando dall’alto indicazioni comuni a cui adeguarci come amministratori ma necessitano di un’attenzione alla dimensione locale del nostro territorio, della nostra gente».

Pubblicità

Per info sulla pubblicità:
Email - araldo@diocesivigevano.it
Telefono 3286736764

POPOLARI