Il futuro della Federazione sono le giovani monache dall’Africa

Termino in questi giorni un servizio alla Federazione dei monasteri delle Adoratrici perpetue del SS. Sacramento durato 18 anni. Mi ha preceduto la Madre Castamabilis della comunità di Vigevano, che aveva guidato la Federazione per ben 24 anni, anni in cui il monastero di Vigevano era stato la sede della Federazione e dove si svolgevano le riunioni e le assemblee. Arrivavamo da tutti i monasteri italiani, dalla Spagna, dall’Austria e dall’Africa, e qui noi monache giovani e meno giovani facevamo esperienza di comunione con le altre sorelle appartenenti al nostro Ordine, accolte dall’ospitalità cordiale e generosa delle monache vigevanesi. Erano le rare e quasi uniche occasioni nelle quali lasciavamo i nostri monasteri di origine. Io venni la prima volta da novizia nel 1988. Per lungo tempo ci spostammo a Roma per le nostre riunioni, per poi far ritorno a Vigevano in questi ultimi anni, nel 2019 e nel 2021, per brevi incontri con le giovani in formazioni.

L’ASSEMBLEA Dal 5 all’11 novembre il monastero è ritornato a essere sede dell’assemblea federale ordinaria, il capitolo che convoca le Superiore e le rappresentanti di tutti i monasteri della Federazione per eleggere la Presidente federale, il Consiglio federale e prendere le decisioni più importanti. Alla Chiesa di Vigevano la nostra Federazione deve anche l’aiuto e il sostegno di don Paolo Ciccotti, nostro Assistente religioso, e della monaca sacramentina suor Maria Diletta Manera da Mede, che è all’origine della fondazione del primo monastero del nostro Ordine in Africa, nel 1975 in Kenya, monastero dal quale provengono le giovani monache africane che hanno rivitalizzato non solo il monastero di Vigevano, ma anche altre comunità di Adoratrici in Italia.

IL FUTURO E’ soprattutto a loro che guarda oggi la Federazione, grata per l’anelito missionario che le ha spinte a lasciare la loro terra per venire ad aiutare quelle comunità da cui hanno ricevuto il carisma eucaristico della Fondatrice, madre Maria Maddalena dell’Incarnazione. E’ l’esperienza più bella in questi anni, nei quali ho potuto girare i nostri monasteri in Europa e in Africa: l’Eucarestia è davvero al centro della vita della Chiesa e del mondo e in tutto il mondo la testimonianza silenziosa delle Adoratrici è di immediata e semplice comprensione per il “sensus fidei” della gente, un richiamo alla preghiera e alla verità dell’esistenza di Dio. Un monastero in centro alla città, l’Eucaristia esposta all’adorazione, una comunità contemplativa che garantisce una presenza e una preghiera ininterrotta; qui c’è veramente Gesù. E se in alcune nostre chiese la presenza di adoratori laici non è più numerosa come negli anni passati, nelle cappelle dei nostri monasteri in Africa ancora tanti fedeli, tanti giovani e bambini, rimangono a lungo in ginocchio in adorazione.

madre Daniela Pozzi
madre federale Adoratrici

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