Alla tradizionale camminata pasquale dei maturandi quest’anno ci sarà anche l’Imam della comunità islamica di Vigevano. Una novità motivata dal fatto che almeno un terzo degli iscritti alle scuole superiori lomelline viene da famiglie di origine musulmana.

LA NOVITÀ Il tradizionale appuntamento con l’iniziativa organizzata dalla Diocesi ducale è per le 8 di mercoledì 1 aprile davanti al sagrato del Duomo di Vigevano, dove circa 500 studenti delle quinte classi superiori del territorio vigevanese e lomellino ascolteranno il saluto del vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, e dell’Imam Abdelaziz Raghab. Il corteo quindi partirà a piedi attraverso una serie di strade di campagna per dirigersi verso il santuario della Madonna della Bozzola, alle porte di Garlasco, dove dopo le 12 il Vescovo presiederà una celebrazione eucaristica. «La presenza dell’Imam accanto a monsignor Gervasoni – commenta don Riccardo Campari, responsabile dell’Ufficio pastorale diocesano per la scuola – è un segnale importante soprattutto per il tempo che stiamo vivendo. Ora più che mai c’è bisogno di una testimonianza forte per cementare il dialogo interreligioso, e questa tappa si inserisce in un percorso di reciproca apertura avviato dalla Diocesi e dalla comunità islamica alcuni anni fa.
L’Imam avrebbe dovuto partecipare alla camminata dei maturandi già dall’anno scorso, ma una serie di circostanze gliel’hanno impedito.
DIALOGO TRA FEDI L’Imam guida le preghiere collettive, tiene i sermoni del venerdì (khutba) e fornisce consulenza spirituale ai membri della comunità. «Ringraziamo il Vescovo — commenta Marco Omar Aldrigo, portavoce della comunità islamica di Mortara — che ci coinvolge sempre in numerosi eventi, a cui partecipiamo volentieri perché riteniamo sia nostro dovere di cittadini. La camminata dei maturandi vede la partecipazione di molti studenti islamici di seconda generazione, la cui lingua madre è l’italiano». Quello delle due comunità, islamica e cristiana, è un percorso iniziato da tempo a Vigevano e in Lomellina. «In un mondo che crea sempre più muri – spiega l’insegnante di religione Paolo Caruso – questo dialogo tra fedi diverse è un segno di speranza, perché come ci ricordano le parole di papa Francesco, “siamo tutti fratelli”.
L’IDEA DI DON COMELLI È inoltre un cammino aperto anche a chi si professa non credente». Come si stanno preparando gli studenti a questo evento? «Rappresenta la possibilità di avvicinarsi a realtà mai incontrate prima: non capita tutti i giorni di vedere il Vescovo, ad esempio. È anche l’occasione di dare una testimonianza su qualcosa di bello per i giovani, siano essi credenti o atei. Questa esperienza è stata creata diversi decenni fa da don Tarcisio Comelli, per dare a tutti gli studenti la possibilità di partecipare a una Messa in tempo di Pasqua. Inizialmente era limitata al liceo Cairoli, poi si è estesa a tutte le scuole superiori di secondo grado di Vigevano e Mortara».
Davide Zardo


