Viaggio ad Assisi, le testimonianze di alcune famiglie vigevanesi

Ore 5.30… suona la sveglia… ancora un po’ addormentati ci incontriamo con i nostri amici e partiamo per il pellegrinaggio diocesano ad Assisi… il viaggio è lungo, ma il calore dei nostri amici e la compagnia del vescovo Maurizio e di don Roberto Signorelli rendono il percorso dolce e piacevole.

SEGUENDO FRANCESCO Arriviamo ad Assisi e ci dirigiamo verso la Porziuncola. Incontriamo qui i due frati che ci accompagneranno in questa due giorni, fra Rosario e fra Pietro Luca. I due fratelli, raccontandoci alcuni sprazzi della vita di san Francesco, ci fanno assaporare la spiritualità di Assisi. I nostri cuori si riempiono di tenerezza quando ci troviamo davanti alla Porziuncola e ai luoghi in cui pregava San Francesco. Il pellegrinaggio continua nel piccolo refettorio della basilica di Santa Maria degli Angeli dove il nostro vescovo Maurizio celebra la prima funzione del pellegrinaggio. Terminata la funzione ci dirigiamo verso l’albergo per la cena, terminata la quale torniamo nella Basilica per partecipare al Rosario in suffragio dei malati.

La basilica di Assisi

VERA RICCHEZZA La domenica mattina ci svegliamo presto… ci aspetta una giornata lunga alla scoperta dei luoghi di san Francesco e santa Chiara! Dopo la colazione ci spostiamo verso il centro di Assisi; visitiamo dapprima il santuario di San Rufino per poi spostarci nella casa dove è nato e cresciuto san Francesco. In questo luogo scopriamo, grazie ai racconti di fra Rosario e fra Pietro, la vita conflittuale vissuta dal Santo nella sua famiglia e in particolar modo con il padre che per nulla accettava la scelta di vita fatta da Francesco. Da qui ci spostiamo verso il Santuario di santa Chiara e conosciamo la storia della prima discepola di Francesco, anch’essa donna abbiente che ha preferito la povertà e la carità rispetto alla vita agiata che poteva garantirle la sua famiglia. Chiara e Francesco preferiscono il modello di Gesù all’agiatezza di una vita sociale ricca di denari, ma povera di spirito.

CARLO ACUTIS Prima del pranzo visitiamo il luogo forse più emblematico della vita di Francesco, la piazza della spogliazione dove il Santo rinuncia pubblicamente ai suoi averi per dedicarsi a pieno agli insegnamenti di Gesù. Non a caso nella chiesa di Santa Maria Maggiore, sita nella medesima piazza, si trovano le spoglie del beato Carlo Acutis, un ragazzo di “oggi” che, come Francesco, ha dedicato la sua vita per puro Amore ed ha fatto dell’Eucarestia la sua autostrada per la salvezza. Dopo un veloce pranzo ci dirigiamo verso San Damiano, altro luogo “magico” dove Santa Chiara, in analogia a quanto fatto da Francesco alla Porziuncola, ha fondato la sua nuova idea di Chiesa, semplice e caritatevole istituendo l’ordine delle Clarisse. Il nostro vescovo Maurizio, insieme a don Roberto e al nostro diacono Roberto, celebrano quindi la funzione domenicale in questo luogo meraviglioso dove il tempo sembra si sia fermato.

IN SILENZIO Arriva quindi l’ultimo giorno del nostro pellegrinaggio, visitiamo la basilica dove è sepolto il Santo, tutto appare chiaro vedendo la tomba di Francesco. La semplicità della roccia che custodisce le sue spoglie ci porta con la mente alla sua vita, vissuta in povertà dedicandosi totalmente al prossimo e alla predicazione della parola di Dio. Stiamo qualche minuto in rigoroso silenzio a contemplare la tomba del Santo; ognuno di noi prega davanti alla tomba di Francesco e porta via con sé almeno una po’ della sua semplicità. Arriva il momento dell’ultima funzione presieduta da monsignor Gervasoni… è tempo di tornare… un po’ stanchi, ma “ricchi” del messaggio di povertà vissuto e proclamato da San Francesco.

famiglie Cirioni, Iuorio,
Lampugnani, Lizzi, Losio

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