Delle 14 suore missionarie dell’Immacolata Regina Pacis che vivono in Casamadre a Mortara, madre Simona Corrado (54 anni) abbassa notevolmente l’età media, che si stabilizza sugli 80. Superiora generale dal 2017, è al suo secondo mandato, che dura ogni volta 6 anni, mentre la superiora della comunità è suor Giuliana Sandrin.
IL CARISMA Note comunemente come Pianzoline dal nome del loro fondatore, il Beato padre Francesco Pianzola, le suore ne portano avanti il carisma stando vicino soprattutto alle famiglie, ai lavoratori e alle donne. Ai tempi di padre Pianzola le più bisognose di una tutela e di un’evangelizzazione erano le mondine; ora c’è una categoria particolare che necessita di un intervento spirituale e sociale?
Oggi è più difficile focalizzare un settore – spiega suor Simona – mentre una volta le situazioni di povertà erano identificate in modo più netto. Io penso a quelle “periferie esistenziali” così care a papa Francesco, alle solitudini, a chi cerca di trovare un senso alla propria vita, alla ricerca di spiritualità, agli immigrati.
NUOVE VOCAZIONI Mentre le vocazioni sacerdotali sono in calo, in generale quelle femminili sembrano aumentare, soprattutto nel continente africano e in quello indiano: è così anche per le Pianzoline? «Sì, nel 2024 due ragazze in Mali hanno pronunciato i voti perpetui, e abbiamo avuto tre professioni temporanee: due sorelle maliane e una burkinabè». Come si svolge la giornata in convento? «Alle 8 recitiamo le lodi, poi c’è l’eucaristia nelle chiese di San Lorenzo o di Sant’Antonio. Il resto della mattinata è dedicato al lavoro: il servizio in portineria, la messa in ordine di chiesa, sacrestia, refettorio. Alle 12.30 pranziamo, e il pomeriggio viene trascorso nella sala della comunità, con lavoretti di sartoria e ricamo, e una merenda, oppure dedicato a visite a persone sole o alle nostre sorelle ammalate del centro Padre Pianzola. Alle 18 chi lo desidera segue in tv il rosario da Lourdes, e alle 19.15 recitiamo insieme i vespri. La cena è tra le 19.30 e le 19.45».

IN MISSIONE A seconda dei casi, poi, la missione varia. «Suor Laura segue alcune donne del continente africano per lezioni di lingua italiana, e con suor Diletta ascolta le donne in carcere; suor Mariella e suor Genny vanno a trovare alcune famiglie alla Madonna del Campo e partecipano alla messa ogni domenica; suor Mariella insieme a sor Gianrosa visita anche gli anziani della casa di riposo Dellacà dopo la messa delle 10, alla Dellacà dopo la messa delle 10, e la domenica portano loro la comunione. Suor Maria Irma è impegnata a Casoni Sant’Albino e alla Fondazione Marzotto. Suor Giuliana invece si occupa di accogliere i numerosi gruppi o persone che nell’anno scelgono di trascorrere qualche week-end di preghiera e ritiro nella nostra casa di accoglienza. Nelle nostre visite facciamo molto ascolto, distribuiamo l’eucaristia, ricuciamo i rapporti con chi magari abbiamo assistito quando era piccolo e andava all’asilo. La nostra, insomma, è una realtà ecclesiale pensata per testimoniare la fede soprattutto traducendo l’amore di Dio in opere di concreto aiuto ai fratelli che versano in condizioni di difficoltà».
Davide Zardo


