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sabato, Settembre 25, 2021
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    Vigevano Solidale: tante richieste nei primi sette mesi

    L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 è diventata, oltre che sanitaria, anche sociale ed economica e rischia di produrre ulteriori disuguaglianze e di ingenerare conflittualità sociali, rendendo fragile il contesto familiare e lavorativo. Da qui l’idea del fondo “Vigevano solidale”, proposta dal vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, per coinvolgere banche e fondazioni allo scopo di aiutare e sostenere famiglie, artigiani, commercianti e piccole imprese in genere, permettendo loro di sostenere l’attuale periodo di crisi e di tornare per quanto possibile alla normale conduzione della vita o dell’attività lavorativa.

    Don Moreno Locatelli

    Il fondo è attivo dal dicembre 2020 al dicembre 2021 con gli obiettivi di contribuire a contenere l’attuale emergenza sociale ed economica legata alla disoccupazione, alla perdita di lavoro e fatturato, direttamente o indirettamente, causata dalla pandemia. «Offrendo uno sguardo più ampio – spiega il direttore della Caritas diocesana, don Moreno Locatelli -annotiamo che poco meno di un terzo delle persone colpite dagli effetti del lockdown non è riuscito ad approfittare della riapertura delle attività economiche per migliorare la propria condizione e, dunque, ha ancora bisogno di sostegno». È quanto emerge dall’ultimo report del Fondo “Vigevano solidale” aggiornato al mese di luglio 2021. Fra le persone maggiormente in difficoltà ad agganciare la ripresa, gli stranieri superano, seppur di poco, gli italiani a fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 35 e i 45 anni, seguita da coloro che hanno tra i 45 e i 54 anni.

    Tra le novità da segnalare, da giugno i centri di ascolto delle caritas vicariali e delle parrocchie sono tornati ad essere l’unica porta di accesso al Fondo. Con il ripristino dei colloqui in presenza, infatti, viene sospesa la possibilità di richiedere l’aiuto presentando la propria candidatura sul sito, una misura straordinaria che era stata introdotta nei mesi passati per sopperire alla impossibilità dei volontari ad incontrare di persona i potenziali beneficiari. Un segnale di ritorno alla normalità.
    «Nessuno ha la sfera di cristallo – continua don Moreno – e può sapere cosa ci riserverà il futuro tantomeno in una situazione del tutto inedita come quella che ha prodotto il Covid. Comunque anche senza considerare gli effetti dello sblocco dei licenziamenti e degli sfratti che potremo misurare solo in autunno,

    già ora possiamo dire che la pandemia lascerà ferite profonde nel tessuto sociale.

    Molti di coloro che hanno perso il lavoro o sono finiti in cassa integrazione soprattutto in quei settori che più duramente hanno subito il lockdown, non sono ancora in grado di rialzarsi e di camminare con le loro gambe. Per costoro i tempi di riabilitazione saranno più lunghi rispetto a quanto era stato preventivato all’inizio della crisi».

    Un momento della presentazione del progetto

    Per questa ragione la Caritas vigevanese continuerà a sostenere le situazioni più fragili tramite il Fondo ‘Vigevano solidale’ voluto dal Vescovo Gervasoni e contemporaneamente tramite il Fondo ‘Famiglia e Lavoro’ e il progetto ‘Workflou’ favorirà anche la riqualificazione professionale e l’inserimento nelle aziende che sono ripartite: il solo modo per traghettare fuori dalla crisi chi ne è stato colpito. Inoltre in occasione del 50° anniversario di Caritas Italiana la delegazione Caritas della Regione Lombardia ha presentato il rapporto “Gli effetti del coronavirus sulla povertà: il punto di vista delle Caritas Lombarde”, che offre una lettura aggiornata di quanto le Caritas lombarde hanno vissuto in questo periodo.

    Il report (presente sul sito www.caritasvigevano.it) può aiutare a tenere viva l’attenzione sulla necessità di non cadere nella trappola dell’emergenza e ci può aiutare a capire dall’esperienza maturata cosa conservare di questi tempi e cosa, invece, abbandonare, affinché si possa pensare di realizzare dei cambiamenti nel lungo periodo; ancora, il report ci aiuta a riconoscere le cause strutturali delle povertà e a capire cosa fare per rimuoverle. «Ci aiuta anche – conclude don Moreno Locatelli – a non dare per carità quello che è previsto per giustizia e a lavorare in modo tale che chi si rivolge a noi sia messo in condizione di fare a meno del nostro aiuto.

    Ra

    I dati

    FAMIGLIE
    n. domande pervenute 93 di cui
    n. 66 con requisiti
    n. 2 da valutare se in possesso di requisiti
    n. 2 non presentate dopo colloquio
    n. 23 senza requisiti di accesso

    Provenienza domande:
    n. 16 Centro di Ascolto diocesano
    n. 2 Centro di Ascolto Vicariale
    Cava Manara
    n. 2 Centro di Ascolto Vicariale
    Mortara
    n. 44 Parrocchie in Vigevano
    n. 19 Parrocchia Beata Vergine
    Addolorata
    n. 6 Parrocchia Sacro Cuore
    n. 1 Parrocchia S. Antonio Abate
    n. 2 Parrocchia Natività
    B. Vergine Maria
    n. 5 Parrocchia Beata Vergine
    Immacolata
    n. 7 Parrocchia San Cristoforo
    in S. Pietro Martire
    n. 2 Parrocchia S. Ambrogio
    n. 1 Parrocchia S. Maria di Fatima
    n. 1 Parrocchia San Giuseppe
    al Cascame
    n. 4 Parrocchia S. Bartolomeo
    in Cassolnovo
    n. 1 CAV Garlasco
    n. 1 S. Vincenzo De Paoli
    n. 1 Servizi Sociali Comune
    di Vigevano
    n. 22 altro

    € 159.050,00 erogati
    Sono stati considerati i tre mesi di intervento e compresi gli interventi validati dal Nucleo di Valutazione che verranno distribuiti nei prossimi giorni)

    Caratteristiche dei nuclei a cui è stato erogato il contributo
    Tot 66 erogazioni
    Sesso richiedenti:
    n. 30 maschi
    n. 36 femmine
    Fascia di età
    n. 9 nati tra il 1990 e il 2001
    n. 19 nati tra il 1980 e il 1990
    n. 18 nati tra il 1970 e il 1980
    n. 20 nati tra il 1950 e il 1970

    Mono nuclei 16
    Nuclei familiari 50
    N. 7 persone con disabilità all’interno dei nuclei famigliari

    Italiani 33
    Stranieri 33

    N. 37 richiedenti che percepiscono ammortizzatori sociali

    AZIENDE
    n. 6 richieste inviate alla Banca
    n. 5 richieste accettate
    n. 2 in attesa di documentazione per invio alla Banca

    Una criticità è rappresentata dal fatto che l’intervento è un prestito: molti – pur a conoscenza che il prestito è garantito – non si sono sentiti di provare vista l’instabilità del momento.

    Tutte le persone che hanno fatto domanda sono state incontrate dal Centro di ascolto diocesano almeno una volta; in generale sono nuclei famigliari che sono entrati in contatto per la prima volta con Caritas a partire da Marzo 2020 o successivamente all’uscita del Fondo.
    Alcune famiglie hanno avuto necessità di essere accompagnate, al di là della compilazione della domanda, per l’elaborazione della difficoltà che stanno vivendo; in questo senso l’attenzione, la vicinanza e l’ascolto hanno aiutato a “sentirsi meno soli”.

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