Dopo vent’anni di dominio quasi incontrastato, il centrodestra vigevanese scopre di non essere più invincibile. E lo scopre nel modo più duro: scivolando dietro non solo al centrosinistra unito guidato da Rossella Buratti, ma persino a Forza Italia. Una “tranvata” politica che cambia gli equilibri storici della città e apre una fase completamente nuova.
LO SCRUTINIO A metà scrutinio — 32 sezioni su 61 rilevate — il dato che emerge dalle amministrative 2026 è clamoroso. La candidata del centrosinistra unito, Rossella Buratti, vola al 33,69% con 4.099 voti, sostenuta da una coalizione ampia che va dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza Verdi Sinistra e liste civiche. Ma il vero terremoto è tutto dentro il centrodestra. Il candidato sostenuto dalla Lega, Riccardo Ghia, affonda al 22,02%, fermandosi a 2.679 voti nonostante l’appoggio di Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Un risultato che ha il sapore della débâcle per quella coalizione che ha governato Vigevano negli ultimi due decenni e che fino a pochi anni fa sembrava egemone.
SORPASSO Ancora più pesante il confronto interno al campo moderato: davanti alla Lega arriva infatti Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia, e la civica Lab 27029, che conquista il 24,20% con 2.944 voti. Un sorpasso politico prima ancora che elettorale: Forza Italia supera il partito di Matteo Salvini proprio nella città simbolo del centrodestra pavese. Il dato racconta almeno tre fenomeni. Il primo: la fine della centralità assoluta della Lega a Vigevano. Dopo anni di amministrazione, il partito paga evidentemente l’usura del potere, le divisioni interne e una crescente difficoltà nel rappresentare un elettorato che oggi appare più mobile e meno ideologizzato. Il secondo: Fratelli d’Italia non riesce a trasformare il consenso nazionale in traino locale. L’alleanza con la Lega non basta a evitare una pesante frenata, segno che il voto amministrativo continua a premiare candidati e radicamento più che i simboli nazionali. Il terzo: il centrosinistra torna competitivo davvero. La coalizione costruita attorno a Buratti appare larga, coesa e capace di intercettare consenso trasversale. Non è solo un voto di protesta contro il centrodestra: è la fotografia di una proposta che, almeno finora, sembra aver convinto una parte importante della città.
IL FUTURO Resta da capire cosa accadrà nella seconda metà dello scrutinio e soprattutto in vista dell’eventuale ballottaggio. Ma un dato politico è già scolpito nei numeri: il sistema di potere che ha governato Vigevano per vent’anni non è più intoccabile. E, per la prima volta dopo molto tempo, la Lega si ritrova a inseguire. Addirittura terza.
Massimo Sala


