Un vero e proprio terremoto politico scuote la Lega in Lombardia, con l’asse Milano-Pavia che si spezza sulla gestione delle prossime elezioni comunali a Vigevano. Il segretario regionale della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, ha preso in mano la situazione con un provvedimento drastico e d’urgenza: il commissariamento della sezione locale, con la nomina del senatore Gianmarco Centinaio al posto di Jacopo Vignati. Il documento ufficiale, datato 26 maggio, non usa giri di parole e mette nero su bianco una bocciatura totale della gestione locale.
DECISIONE IN CHAT La decisione, comunicata oggi nella chat della Lega lombarda, segue il caos precomunali a Vigevano, con la candidatura, nelle liste della Lega, di due esponenti della locale comunità islamica. Le candidature erano state duramente criticate dal responsabile enti locali della Lega lombarda, Andrea Monti, in primo luogo, e, successivamente da tutti i big di via Bellerio, da Romeo fino a Matteo Salvini.
VERTICI INVIPERITI «La nostra posizione sul tema dell’Islam politico è chiara e la scelta territoriale rimane in antitesi rispetto ai nostri valori e alla linea del nostro movimento, pertanto ne prendiamo le distanze», aveva chiarito Monti. «La Lega è sempre stata e sarà sempre un movimento politico aperto ma il requisito fondamentale è il rispetto dei valori del nostro ordinamento, delle leggi e regole di questo Paese, delle nostre tradizioni e cultura. Per noi – aveva sottolineato – queste sono condizioni non negoziabili». I due candidati islamici per le comunali a Vigevano «non rappresentano la Lega» e «chi li ha candidati ha sbagliato», aveva detto Salvini. «Il problema non è l’etnia o la religione, abbiamo candidato e abbiamo rappresentanti nei Comuni di tante etnie diverse, di tante nazionalità e di tante religioni. Non puoi fare un volantino in arabo inneggiando ad Allah o fare un volantino col velo, quella è un’altra storia», aveva sottolineato.
LE ACCUSE A far traboccare il vaso è stata la composizione della lista elettorale per il Comune di Vigevano. Secondo Romeo, le scelte locali non solo sono state gestite con “imperizia e superficialità”, ma si sono poste in totale contrasto con la linea politica nazionale dettata dal segretario federale Matteo Salvini. Il comunicato della Lega Lombarda parla di effetti lesivi per l’immagine del Movimento, un evidente danno politico all’azione del partito, ripercussioni gravi che superano i confini di Vigevano, estendendosi a livello regionale e nazionale.
PUGNO DI FERRO Per giustificare l’intervento a gamba tesa, il segretario regionale ha tirato fuori i regolamenti interni. Romeo ha ricordato che, secondo l’articolo 6 dello Statuto, le liste per i Comuni non capoluogo (come Vigevano) devono essere sì proposte dalle sezioni comunali, ma approvate dalla rispettiva sezione provinciale. Davanti a quello che viene descritto come un vero e proprio pasticcio politico, Romeo ha fatto scattare l’articolo 33 dello Statuto: «In situazioni di particolare urgenza, il segretario di livello superiore può nominare, con efficacia immediata, un commissario».
Massimo Sala


