Basse frequenze / La madeleine alcolica

Uno dei brani che più ho apprezzato durante l’estate appena conclusa, si tratta di “Zio Marino”, il nuovo singolo del cantautore Christian Draghi.

Christian, originario di Bosmenso, frazione di Varzi, dopo la militanza nel gruppo rock/stoner dei Doctor Cyclops, ha trovato una nuova dimensione col gruppo folk The Winetellers e con una carriera solista che getta le sue radici nel folk e nel cantautorato. Uscito il 12 agosto, “Zio Marino” è il secondo singolo della sua carriera solista (il primo era “Quelli Furbi” uscito nel 2021), il brano si apre con una chitarra acustica che si fa carico da sola del ritmo e dell’armonia del brano, arricchendosi durante le strofe di fraseggi di chitarra elettrica, piccoli appunti melodici delicati e mai invadenti, che riempiono i silenzi del testo con sonorità vintage. La sezione ritmica di basso e batteria invece, entra solamente nel ritornello, dando forza al brano nella parte più ritmata e allegra con un testo che entra facilmente in testa e fa venir voglia di cantarlo.

Un brano apparente semplice nell’arrangiamento, ma che fa della semplicità la sua forza, come nel miglior folk americano e quel cantautorato vintage che ha fatto la storia della musica leggera degli anni ’60, con richiami ad artisti come Ivan Graziani, Lucio Battisti e Rino Gaetano, sia nei testi che nella musica.

L’accostamento ai grandi cantautori italiani del passato non è a caso, nel brano i richiami e le citazioni sono piuttosto evidenti, e usati con grande intelligenza, aiutando ad attirare l’attenzione sul pezzo. Il brano nella prima strofa potrebbe sembrare velato di nostalgia e malinconica, ma dal primo ritornello fa spazio all’ironia e a un tono decisamente più allegro e scanzonato, che prosegue fino alla fine del pezzo, dove questa spensieratezza si lascia andare ad una allegria euforica, anzi, per rimanere in tema col brano, una vera e propria ebbrezza, che rende ancora più gradevole all’ascolto la canzone, discostandosi da un cantautorato che spesso tende a prendersi troppo sul serio. Qui il vino rosso diventa una madeleine proustiana (citata anche nel brano) che riporta alla memoria l’infanzia di Christian passata tra i vigneti dell’oltrepò pavese e il primo assaggio del vino grazie allo zio, un legame che si crea tra due persone e un ricordo condiviso che molti di noi hanno nella propria infanzia, una sorta di battesimo alcolico da parte di un nonno, un padre o uno zio.

Cesare Bonomi, musicista

Le ultime

Veglia missionaria, il mandato del Vescovo a catechisti e operatori Caritas

Una missione che comincia a casa propria, in famiglia...

Ottobiano, tre incidenti motociclistici nel giro di 48 ore

Tre incidenti motociclistici, con altrettanti feriti, nel giro di...

A Cava Manara il basket che unisce

La loro missione è, tra un canestro e un...

Vigevano, tornano gli alberi all’ex mercato coperto

L'ex mercato coperto torna a ripopolarsi di alberi. Sono iniziati infatti...

Login