Disagio sociale tra panico e fake news

«Sappiate che hanno intenzione di incendiare università come Bocconi, Iulm, ecc», «sabato distruggiamo Como, Brescia», «attente ragazze a girare sole in prossimità della stazione»,«anche a Vigevano, facciamo una ronda per picchiare tutti i maranza». E poi c’è la storia dei soldati per le nstrade e l’imputabilità anche per i minori a partire dai 14 anni. Messaggi e decisioni del Governo sono i sintomi del panico che si è diffuso un po’ ovunque dallo scorso fine settimana. Anche a Vigevano e in Lomellina da lunedì circolano screenshot incontrollati tra giovani e adulti, trasmessi di chat in chat nonostante non ne sia chiara l’origine e la dicitura “inoltrato molte volte”.

The Levi’s and Under Amour stores in Via Orefici, next to Cordusio, also in the Piazza Duomo area, were looted during the tensions in the centre of Milan, where protesters continue to damage shop windows and premises, Milan, 18 October 2026. ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

SOLO ALLARMISMI? I messaggi riguardano tante città lombarde tra cui Como, Pavia, Monza e altre, tanto da far circolare la voce che pure Vigevano non fosse al sicuro. In alcuni casi hanno spinto le autorità a un dispiego preventivo di forze dell’ordine in aree sensibili, come accaduto in provincia di Brescia. Anche nella città ducale martedì mattina i pendolari segnalavano una presenza maggiore di volanti, ma né qui né altrove sono stati riportati casi particolari e diverse questure hanno segnalato alle testate giornalistiche che li hanno interpellati che, pur conducendo indagini per accertare la provenienza dei messaggi, li ritengono infondati.

STUDENTI IN ALLERTA Per quanto riguarda gli universitari, i gruppi di studenti degli atenei milanesi sono stati sommersi da messaggi che chiedevano rassicurazioni a fronte di presunte minacce del tipo «chiunque verrà trovato nella zona circostante all’università verrà aggredito e pestato a sangue». Le università si sono subito mosse, con l’aiuto delle forze dell’ordine, per garantire la sicurezza e anche per rassicurare.

Vedendo come si sono sviluppate le proteste negli scorsi giorni, non nascondo la preoccupazione di andare in università – racconta in stazione un ragazzo – dovrò tenere gli occhi aperti e fare estrema attenzione ai miei spostamenti.

Non tutti però sono altrettanto preoccupati, uno studente 20enne vigevanese che frequenta l’università di Pavia sdrammatizza: «Penso che puntino a destabilizzare». A Vigevano Forza Italia ha depositato una mozione in consiglio comunale.

LE DECISIONI Intanto il Governo è determinato a far sì che scenari come quelli di domenica non si ripetano. Per questo è stato approvato un decreto legge che introduce nuovi reati, amplia lo spettro di altri già esistenti e prevede un maggiore impiego dei soldati nell’ambito delle operazioni “Strade sicure” e “Stazioni sicure”. In particolare si prevede l’imputabilità già tra i minori tra 14 e 18 anni, con la capacità di intendere e di volere che viene sempre presunta e con l’onere di dimostrare il contrario che passa alla difesa. Nella stessa fascia d’età si estende l’applicazione del “fermo preventivo”, che consente di trattenere qualcuno che si ritenga possa commettere un reato, e della “flagranza differita”, cioè la possibilità di arrestare in flagranza di reato entro 48 ore dai fatti in presenza di prove evidenti a carico del destinatario del provvedimento. Tra i nuovi reati c’è la “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”, mentre ai 6000 soldati già presenti nelle piazze e nei luoghi sensibili se ne aggiungeranno altri 500. Che però non avranno funzioni di “polizia”: in Italia è dal 1981 che le forze armate e quelle che si occupano di pubblica sicurezza sono distinte e lo rimarranno, perciò i soldati non potranno chiedere i documenti anche in caso di scontri, non potranno arrestare nessuno né fermare eventuali sospetti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è riferito agli scontri come al «punto di arrivo di una guerra ibrida», con il coinvolgimento di stati esteri.

Gds (ha collaborato Ez)

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