Bestiario / Gabbiani metropolitani

Magari non ve ne siete accorti, ma Vigevano è piena di gabbiani. Stridono e garriscono, sulla cupola della chiesa del Beato Matteo, fin dalle prime luci dell’alba; sorvolano piazza Sant’Ambrogio e via Buozzi, litigando con le cornacchie, posandosi sui palazzi, gracchiando. Le guglie delle chiese del centro, i tetti del municipio e dell’ospedale, le ciminiere spente della Cascami Seta sono le loro scogliere, in questo mare d’asfalto e risaie che il gabbiano reale (Larus michahellis) ha scelto come nuova casa.

Noi dell’Araldo ne abbiamo una testimonianza diretta: qualche anno fa, il tetto della nostra redazione era infatti stato scelto da una coppia di gabbiani come luogo per far crescere il proprio pullo.  Mentre il piccolo pigolava tra le tegole, i genitori scacciavano gli intrusi nel cortile del seminario (cioè, noi) con stridii e picchiate rasente la testa, dette “dive bomb”. Siamo martiri della scienza? Lo state dicendo voi. Battute a parte, la convivenza con questi uccelli non è sempre facile: possono essere aggressivi, sono astuti (è stato recentemente documentato da parte loro l’utilizzo di esche, come pane o pizza, per attirare e pescare il pesce) e si trovano sempre più a loro agio negli ambienti urbani. Dagli anni ‘70 in tutta Europa si sta assistendo a una progressiva colonizzazione delle aree interne da parte dei gabbiani, volatili che di solito associamo al mare e alle zone costiere. In Italia la prima nidificazione urbana fu registrata a Roma, nel 1971, seguita poi da Livorno, Sanremo, Trieste, Venezia e via via, sempre più all’interno: Bolzano, Cremona, Piacenza, Torino. I numeri di questa migrazione non sono chiari: un report datato 2018 dell’Anci, indicava in una quarantina i comuni italiani (esclusi i piccoli centri costieri e insulari) dove fossero presenti nidi di gabbiano.

In realtà, e già il report lo diceva, erano e sono molti di più. Vigevano compresa, nonostante il mare sia altrove. Questa non è Ibiza, ma al gabbiano interessa poco: un faraglione o il tetto di un condominio va bene uguale, pur di fare il nido; e per quanto il mare sia pieno di pesci, gli ambienti urbani offrono altrettante risorse alimentari. Come ratti, rifiuti, piccioni, rondini, carcasse, insetti: basta essere di bocca buona. Se sentite i loro schiamazzi rimbombare nell’aria, non si tratta di un’allucinazione uditiva provocata dall’astinenza da ferie e spiagge: il gabbiano è qui, ed è qui per restare.

Alessio Facciolo

Le ultime

Ripartire dai legami contro la solitudine demografica

«Un paese vuol dire non essere soli, sapere che...

Gambolò, tutto pronto per la festa

Torna a far vivere le piazze, le vie e...

Garlasco, aperta indagine contro ignoti per la morte di Giovanni Ferri

La Procura della Repubblica di Pavia ha aperto un ...

Scuola, arriva il bonus psicologo

La tutela della salute mentale e del benessere emotivo...

Login