Santuario vigevanese dell’Immacolata in festa, in questi giorni di cento anni fa. In una sua cronaca l’Araldo diede notizia delle solenni celebrazioni liturgiche, cui parteciparono di primo mattino un gran numero di giovani del Circolo Domenico Savio. La Messa solenne fu presieduta da mons. Zorzoli, fresco di nomina (il cronista precisò che «per la prima volta ha vestito gli indumenti prelatizi»).
La parte musicale fu curata dalla Schola cantorum “Santa Cecilia”. La funzione del pomeriggio fu presieduta dall’Arcivescovo, «il quale pronunciò un fervido discorso sull’Immacolata». Terminata la celebrazione «gli oratoriani e le oratoriane gli si accalcarono intorno per il bacio del Sacro Anello». La giornata terminò con l’Ora di Adorazione eucaristica, predicata da Padre Pianzola. Sempre di questi giorni la Chiesa vigevanese era in festa anche per l’arrivo di mons. Luigi Capettini, dalla Cina in visita al Vescovo di Vigevano. Il Presule fu omaggiato dal Capitolo della Cattedrale in un solenne ricevimento. Il Presule presiedette poi il solenne Pontificale di Sant’Ambrogio nella Chiesa parrocchiale di Valle Lomellina, suo paese natìo. Alla Celebrazione erano presenti anche il Prefetto della Provincia e tutte le autorità civili della zona. Come sempre, anche questa settimana la Redazione dell’Araldo non mancò di proporre una rassegna delle notizie nazionali ed internazionali più importanti o curiose del momento.
Tra queste la decisione del governo centrale di rendere rituale il saluto romano nelle relazione tra gli uffici dell’amministrazione pubblica. Ma più interessante dovette sembrare la notizia che all’Università di Lipsia si era trovato il modo di trasmettere per radiotelegrafia fotografie o documenti scritti.
Le nuove esperienze – scrisse il nostro cronista – permettono di trasmettere in un secondo, da una parte all’altra del mondo, tutto un documento nel suo scritto originale.
Per quei tempi, una cosa davvero sorprendente. Intanto, a Milano si inaugurava la stazione radiotelegrafica «con cerimonia solennissima». Era la secondo con quella di Roma. In città, invece, mentre l’Araldo chiedeva un po’ più di luce nelle strade, i vigili appiopparono in quel periodo un bel po’ di multe a ciclisti in giro nelle ore serali senza segnalazione luminosa. E il giornale pubblicò anche il nome di alcuni multati. La legge sulla privacy era ancora di là a venire.
Carlo Ramella, storico locale

