Its Vigevano, i dirigenti di Caramuel e Casale «già al lavoro»

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Realizzare un Its coinvolge in prima battuta gli istituti tecnici, Casale e Caramuel sono pronti a essere della partita. Sono le scuole superiori, insieme al mondo universitario, produttivo e istituzionale,

a essere gli attori fondamentali per la costituzione della Fondazione che è il modello organizzativo di questi Istituti.

Un percorso di formazione che si colloca a metà strada tra l’istruzione secondaria e terziaria e che consente di sviluppare competenze tecniche specialistiche che sono rimaste ai margini del sistema scolastico italiano. A Vigevano i tecnici sono due, il Casale – che proprio nel 2021 compie 100 anni di vita – e il Caramuel, il primo specializzato nei settori economico, turistico e delle costruzioni, e il secondo in quello tecnologico, con gli indirizzi di chimica, elettronica, informatica e meccanica.

VIG Casale dirigente Frojo
Elda Frojo (Casale)

IN PISTA E’ a partire dall’adesione di almeno uno di loro che si può porre il primo tassello, i dirigenti scolastici di entrambi sposano l’idea e vorrebbero che si costituisse un tavolo operativo per tradurla in un progetto concreto. «Penso che ci sia spazio – dichiara Elda Frojo dal Casale – e vista la particolare posizione della Lomellina, credo che potrebbe avere un’utenza significativa. Gli Its sono importantissimi, da anni in Italia c’è uno scollamento tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola.

Permane inoltre una sorta di retaggio gentiliano che vede gli studi tecnico-scientifici come una sorta di istruzione di serie B: direi che bisogna superare certi modelli e certi schemi mentali. Il nostro Paese ha bisogno di più giovani formati e competenti in ambito scientifico e tecnologico

Per questo motivo secondo Loria «gli Its sono importanti, perché permettono di fornire persone formate in ambiti specifici e di riempire lo “spazio vuoto” lasciato da chi si è diplomato alle superiori, ma non intende frequentare l’università pur volendo approfondire la propria formazione».

VIG Caramuel dirigente scolastico Matteo Loria
Matteo Loria (Caramuel)

FARE SQUADRA E i due istituti sono disponibili a ragionare per farlo insieme. «Noi siamo disponibili a entrare in una Fondazione per la costituzione di un Its – spiega Frojo – e siamo pronti a farlo anche col Caramuel, la collaborazione è sempre la strategia vincente. Bisogna uscire dall’ottica individualistica e pensare al bene comune». Loria fa un passo ulteriore: «Dell’ipotesi dell’Its si parlava prima del mio arrivo nel 2010, personalmente sono pronto ai cambiamenti, anche entrare in una Fondazione, per arrivare allo scopo».

Dirò di più: l’Istituto che dirigo è anche disposto a collaborare con un altro istituto tecnico cittadino, con la dirigente Frojo abbiamo già iniziato a ragionare assieme sulle azioni da fare

Una sinergia che potrebbe essere spesa anche per la costruzione di un nuovo polo scolastico, anche perché, commenta Loria, «di spazi che si possono recuperare ce ne sono tantissimi, dietro al Caramuel c’è un’area vastissima che è tutta da “riempire”, ma ci sono anche altri luoghi in città». «Sarebbe bello avere un’area pensata per la scuola – conferma Frojo – e non solo in funzione di un Its, ma credo che prima di tutto il Comune dovrebbe individuare l’area».

VERDE Per quanto riguarda gli ambiti in cui potrebbero essere attivati i corsi, entrambi i dirigenti scolastici ritengono che la strada da seguire sia quella del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che spinge in direzione di transizione ecologica e digitale. «Green economy, made in Italy, digitalizzazione, bio-edilizia – concordano entrambi – sono queste le strade su cui muoversi». Ricordando che un percorso in passato era stato avviato: «Con Assomac e con la Fondazione di Piacenza e Vigevano – conclude Loria – avevamo ipotizzato di orientarci sul meccano calzaturiero, ora la pandemia impone di ripensare un po’ a tutte le dimensioni del “vivere”».

Gds, Ig

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