Non soltanto celebrare il lavoro, ma interrogarsi sul suo significato più profondo: dignità, crescita, futuro. È con questo spirito che la Diocesi di Vigevano promuove, con Acli e Caritas Diocesana, il convegno “Educazione e formazione per un lavoro di qualità. Esperienze e testimonianze verso una strategia per la Lomellina”, un momento di confronto e dialogo dedicato a uno dei temi più cruciali del nostro tempo.

IL CONVEGNO Cuore della mattinata di venerdì primo maggio, a partire dalle 10 nell’auditorium della Caritas in corso Torino a Vigevano, sarà la tavola rotonda dedicata al rapporto tra lavoro e formazione in Lomellina, alla quale interverranno don Moreno Locatelli, direttore di Caritas diocesana, Martino Troncatti, presidente di Acli Lombardia, Enzo Garofoli, direttore della Fondazione Enaip Lombardia Pavia, il sindaco di Dorno Francesco Perotti e rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali; a moderare il direttore de L’Araldo, Giuseppe Del Signore. Particolarmente significativo anche lo spazio riservato alle testimonianze dirette, con un allievo della formazione professionale, un lavoratore e un imprenditore. A concludere il convegno saranno le riflessioni di monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano. La mattinata proseguirà poi con la celebrazione della messa nella chiesa della Madonna di Fatima, presieduta dal vescovo di Vigevano, monsignor Maurizio Gervasoni, insieme a don Locatelli.
QUADRO COMPLESSO «La Lomellina – spiega Giuseppe Vullo, responsabile Acli di Vigevano – presenta una situazione lavorativa e sociale complessa, caratterizzata da forti radici agricole e industriali, ma anche da persistenti criticità strutturali. Il contesto è quello di un’area interna che sconta l’isolamento geografico rispetto ai grandi centri lombardi, nonostante la vicinanza a Milano e Pavia, in un quadro di progressivo spopolamento». La situazione sociale è definita «di emergenza» da alcune analisi, con un «grido di dolore» lanciato dai territori per il rischio di diventare un’area desertificata, con zone in cui si raggiunge il 36.9% di disoccupazione giovanile e un numero di laureati che non supera il 7% della popolazione.
Tuttavia – continua Vullo – il forte legame con la comunità, la buona tenuta sociale e la presenza di una qualità della vita rurale rappresentano fattori che la popolazione residente apprezza e intende tutelare. Siamo la prima diocesi lombarda ad aver promosso, 10 anni fa, un protocollo per un tavolo di lavoro con Comuni, enti, associazioni e privati.
SPORTELLO LAVORO Significativa la presenza di 14 sportelli lavoro Acli, che sul territorio lomellino dal 2016 contribuiscono a far incontrare le domande di chi è in cerca di occupazione e le richieste delle aziende, alla ricerca soprattutto di personale specializzato. «Il lavoro – spiega don Locatelli – è una delle fragilità del nostro territorio, e non da oggi. La vera problematica non è la mancanza di lavoro, ma la persistenza di un lavoro generico e sottopagato, che genera povertà: il cosiddetto fenomeno del “working poor”, che va contrastato con percorsi formativi in grado di dare riscontro alle ditte che cercano personale specializzato, e di far uscire i lavoratori dalla fatica di arrivare a fine mese con uno stipendio non dignitoso».
Davide Zardo


