Aviaria, Leidi: «Rischio zero, il sistema di sorveglianza funziona»

Un caso isolato senza rischi per la popolazione, ma utile a dimostrare che il sistema di controllo funziona. È questa la chiave di lettura fornita dalla dottoressa Marina Leidi, epidemiologa, sul primo caso umano europeo di influenza aviaria H9N2 registrato in Lombardia.

dottoressa Leidi
la dottoressa Marina Leidi

NESSUN ALLARME «Indubbiamente si tratta di un caso isolato» chiarisce subito Leidi, invitando a contestualizzare la notizia. Non si tratta infatti di un contagio avvenuto in Italia, ma di «un caso importato, contratto in un paese africano da una persona residente qui, ma rientrata dopo un soggiorno all’estero». Un elemento decisivo per ridimensionare l’allarme di questi ultimi giorni. «Il rischio è considerato basso e non preoccupante dal punto di vista della salute pubblica». Ma il vero significato dell’episodio è un altro. «L’importanza sta nel fatto che è il primo caso diagnosticato in Europa e dimostra che la rete di sorveglianza lombarda funziona». Un sistema rafforzato dopo la pandemia da Covid-19, proprio per intercettare tempestivamente eventuali segnali.

All’epoca il virus circolava già senza che lo sapessimo – continua l’epidemiologa – Oggi siamo in grado di individuarlo subito e fornire una diagnosi tempestiva grazie a questa sorveglianza.

SISTEMA Ma a essere determinante nella diagnosi della malattia è stato soprattutto il percorso diagnostico attivato all’ospedale San Gerardo di Monza, dove il paziente si è rivolto con sintomi respiratori, in particolare tosse, e febbre. «È stata individuata un’influenza di tipo A non tipizzabile tra quelle comuni e questo ha fatto scattare l’allerta». I campioni sono stati quindi analizzati nei laboratori di riferimento regionali e al San Matteo di Pavia, confermando l’origine aviaria del virus e la sua compatibilità con ceppi già presenti in Africa. Nessuna evidenza inoltre di trasmissione tra esseri umani. «Ci si infetta attraverso il contatto con uccelli, domestici o selvatici – spiega Leidi che suggerisce alcuni consigli, soprattutto per chi viaggia – Meglio evitare contatti diretti, ad esempio nei mercati, e informarsi prima della partenza».

AMBULATORI E per chi sta programmando un viaggio all’estero, il riferimento restano gli ambulatori del viaggiatore internazionale, che forniscono indicazioni mirate in base alla destinazione. «Ogni meta ha rischi diversi, dalle malattie trasmesse da zanzare alla rabbia. Informarsi in anticipo è sempre la scelta migliore – conclude l’epidemiologa – Non è un caso che deve spaventare, ma che conferma l’efficacia del sistema di sorveglianza».

Rossana Zorzato

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