Debiti formativi: «Opportunità, ma poco efficaci»

Per circa 400 mila ragazzi italiani, quasi uno su cinque, le vacanze estive non saranno però del tutto libere: il consiglio di classe ha infatti assegnato uno o più debiti formativi, da colmare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Per gli studenti con giudizio sospeso scatterà un percorso di recupero che culminerà nelle prove di verifica previste dalla normativa entro il 31 agosto, salvo motivate deroghe. A ciascun alunno vengono indicati gli argomenti sui quali concentrare lo studio durante l’estate, gli stessi che saranno oggetto delle verifiche finali. A supportare gli studenti possono essere i corsi di recupero organizzati gratuitamente dalle scuole, i cosiddetti “sportelli didattici”, affidati generalmente ai docenti dell’istituto o, in alcuni casi, a insegnanti esterni o cooperative specializzate. Resta invece vietato agli insegnanti impartire lezioni private agli studenti del proprio istituto. Lo stesso dirigente può vietare tale attività se ritiene che interferisca con il regolare funzionamento della scuola. I compensi percepiti devono inoltre essere dichiarati al fisco, pur essendo esenti da Iva.

MAI DEBITI SERVONO? Resta poi l’interrogativo sull’efficacia dei debiti formativi. Per Alberto Panzarasa, dirigente del liceo Cairoli di Vigevano, il giudizio è sostanzialmente positivo. «A mio avviso sono molto utili. Il debito formativo è un’opportunità per sistemare durante il periodo estivo alcune fragilità in una o più discipline», spiega. Secondo il preside, il vero nodo riguarda però le risorse: «Quello che si dovrebbe fare è avere maggiori risorse per potenziare le attività di recupero organizzate dalla scuola durante l’estate». Panzarasa sottolinea anche l’importanza della chiarezza nei confronti degli studenti: «Gli alunni devono avere ben chiari i temi considerati imprescindibili per affrontare l’anno successivo e che saranno oggetto della verifica di recupero. Tutti i passaggi devono essere costantemente monitorati». Quanto ai tempi delle prove, il dirigente ritiene opportuno non anticiparle troppo:

Dal 26 agosto ai primi di settembre ci vuole un po’ di tempo, se il recupero deve essere serio.

Di diverso avviso, almeno sull’organizzazione, è la dirigente scolastica Elda Frojo dell’Its Casale, che quest’anno ha scelto di concentrare corsi e verifiche già nel mese di luglio. «Noi li abbiamo già fatti a luglio. Alcuni sostengono che sarebbe meglio attendere la fine di agosto per lasciare più tempo agli studenti, ma dalla mia esperienza non è così: difficilmente un ragazzo studia per tre mesi consecutivi. Facendo i corsi subito, gli argomenti sono ancora freschi», osserva. La dirigente evidenzia però anche le difficoltà organizzative di un simile approccio: «È un massacro dal punto di vista del lavoro amministrativo, tra scrutini e tutte le pratiche da completare». Sull’efficacia complessiva del sistema, Frojo esprime qualche perplessità. «Onestamente non so quanto servano, perché è raro che uno studente venga bocciato a luglio, a meno che non abbia davvero fatto un disastro. Forse sarebbe meglio decidere tutto in sede di scrutinio finale e puntare su un recupero in itinere generalizzato, come si faceva una volta», pur riconoscendo che «il debito rappresenta un segnale importante che la scuola dà quando il rendimento non è soddisfacente».

Isabella Giardini

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