Detenuti, dov’è il Garante? Manca da oltre un anno

Detenuti e reclusi ancora privi del Garante: sprovvisti di quella figura che ha il compito di controllare e verificare che siano garantiti il diritto alla salute, una vita dignitosa, la funzione rieducativa della pena e di assicurare che le condizioni dei luoghi di reclusione siano idonee per gli stessi detenuti.

OLTRE UN ANNO SENZA Passano i mesi, ma da oltre un anno la situazione nelle case di reclusione di Vigevano, Pavia e Voghera non è cambiata, tanto da indurre anche istituzioni e esponenti politici provinciali a prendere voce: «Se prima dell’estate non ci sarà la nomina – dichiara Simone Marchesi, segretario provinciale del Pd – alzeremo ulteriormente la voce, coinvolgendo anche le altre forze politiche, incluse quelle di centrodestra. Per il momento stiamo monitorando la situazione senza troppo clamore, in quanto il ruolo del garante dei detenuti è delicato e va oltre all’appartenenza politica. Da parte nostra porteremo avanti l’impegno a sollecitare gli organi competenti per la sua nomina».

OBIETTIVO LUGLIO Dagli uffici provinciali a riguardo fanno sapere che «il nuovo Garante sarà individuato mediante un bando tenendo conto del fatto che si tratta di un incarico e di un ruolo dal valore giuridico di livello. Le procedure, comunque, sono già state avviate». La Provincia sta lavorando alla sostituzione di Laura Cesaris, docente della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia, che sebbene si sia dimessa la scorsa estate dal ruolo di Garante, formalmente risulta ancora nel pieno delle sue funzioni, visto che il suo mandato terminerà il prossimo luglio:

Auspico che il consiglio provinciale, il presidente Palli e il capo di gabinetto abbiano in animo di provvedere alla mia sostituzione entro luglio.

DISAGIO All’interno della casa di reclusione di Vigevano situata a Piccolini però l’assenza del Garante inizia a farsi sentire, mentre non sembrano esserci novità in merito alla sua nomina: «Non sappiamo ancora nulla a riguardo – rende noto Rosalia Marino, direttrice della struttura – in attesa che arrivi il nuovo Garante ci affidiamo al lavoro e all’impegno dei nostri volontari, che rappresentano un punto di riferimento anche per gli stessi detenuti». L’impegno dei volontari non può tuttavia sostituire una figura che tutela i diritti delle persone detenute o private della libertà personale: «Sussiste una situazione di disagio – rende noto Michele De Nunzio, segretario regionale dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria – sia nella struttura di Vigevano sia in molte realtà carcerarie a livello nazionale. Gli agenti della penitenziaria fanno sempre i conti con carenza di organico e sono costretti a sottoporsi a turni straordinari. Spesso assistiamo a liti tra reclusi e tra detenuti e nostri agenti. È una situazione che si ripete ogni giorno e va avanti da troppo tempo. Capita anche che i detenuti non vogliano rientrare nelle proprie celle e che commettano atti di autolesionismo per rendere evidente il loro disagio interiore. Se ci fosse un garante avrebbero a loro disposizione un’ulteriore figura qualificata sulla quale poter contare».

Edoardo Varese

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