«Gaza, fuoco sproporzionato»

Una denuncia netta. Sono le parole pronunciate da Leone XIV domenica, dopo la preghiera dell’Angelus a Castel Gandolfo, su quanto sta accadendo a Gaza.

LA DENUNCIA DEL PAPA «Continui attacchi militari contro la popolazione civile e i luoghi di culto», ha spiegato il Papa; «punizione collettiva» per indicare la vendetta contro la comunità palestinese, colpevole per le autorità israeliane di non prendere le distanze da Hamas; «uso indiscriminato della forza» per censurare quello che viene etichettato come “fuoco sproporzionato”; «spostamento forzato della popolazione» per biasimare i piani di evacuazione dei palestinesi dalla Striscia che, invece, il governo di Tel Aviv considera un “trasferimento volontario”. Eppure la condanna del Papa contro la barbarie della guerra a Gaza non è chiusura, ma un impegno a far dialogare i nemici.

Messa Pro Ecclesia

A cominciare dalla telefonata con il premier israeliano Netanyahu che venerdì lo aveva chiamato dopo l’attacco alla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. In quell’occasione il pontefice aveva espresso «profonda preoccupazione per la situazione umanitaria della popolazione di Gaza, il cui prezzo straziante è pagato soprattutto da bambini, anziani e malati». Una telefonata che non ha chiuso del tutto il caso del raid sulla chiesa della Sacra Famiglia di Gaza. «Diamo tempo, quello che è necessario, perché ci dicano che cosa è effettivamente successo, se è stato veramente un errore, cosa di cui si può legittimamente dubitare, o se c’è stata una volontà di colpire una chiesa cristiana». Così il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin in un’intervista al Tg2, sottolineando tra l’altro che in Medio Oriente

i cristiani sono un elemento di moderazione anche nei rapporti tra palestinesi ed ebrei. Quindi ci sarebbe ancora una volta una volontà di far fuori qualsiasi elemento che possa aiutare ad arrivare ad una tregua perlomeno e poi ad una pace.

AIUTI NECESSARI E il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in visita di solidarietà alla comunità cristiana locale dopo l’attacco israeliano alla parrocchia del 17 luglio scorso: «Gli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un profondo dolore, è una condanna. Lo abbiamo visto: uomini che resistono al sole per ore nella speranza di un semplice pasto. Questa è un’umiliazione difficile da sopportare quando la si vede con i propri occhi. È moralmente inaccettabile e ingiustificabile. Sosteniamo pertanto il lavoro di tutti gli attori umanitari – locali e internazionali, cristiani e musulmani, religiosi e laici – che stanno rischiando tutto per dare vita a questo mare di devastazione umana».

ADDIO ALLE ARMI E il Papa, da Castel Gandolfo martedì sera: «Bisogna incoraggiare tutti a lasciare le armi, lasciare anche tutto il commercio che c’è dietro ogni guerra. Tante volte con il traffico delle armi le persone diventano solo strumenti senza valori. Su questo noi dobbiamo insistere tante volte: sulla dignità di ogni essere umano, cristiano, musulmano, di ogni religione. Tutti siamo figli di Dio, creati a immagine di Dio. Allora continueremo questo sforzo».

Davide Zardo

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1 commento

  1. Provate a vedere le cose anche da un altro angolo. Hamas non è sconfitto. E’ ancora il padrone di Gaza. I soldati di Hamas non portano la divisa , ma si nascondono tra i civili. Hamas non è uno stato. Il principale scopo di Hamas è la cancellazione di Israele con qualsiasi mezzo e non la creazione di 2 Stati. Ora mi volete spiegare perchè riconoscere lo stato della Palestina in questo momento , puo’ portare vantaggi per la pace ? L’unico vantaggio è che Hamas ha capito che l’antisionismo nel mondo è ancora altissimo. e pur avendo trucidato e stuprato in 24 ore quasi 1200 cittadini inermi e pur continuando la guerra nascosto in mezzo alla gente comune ha trovato degli ottimi sponsor che accusano Israele di agire con mezzi non conformi, ignorando completamente che basterebbe che consegnasse gli ostaggi per togliere ad Israele le ragioni per continuare la guerra su questi livelli . Tanto per ricordare un pò di storia nel 1945 a guerra già vinta gli alleati bombardarono una decina di città compresa Berlino, riducendola in un ammasso di macerie e facendo nella sola Berlino 20,000 morti e 50.000 feriti. Eppure nessuno ha accusato gli Alleati di genocidio, perchè in guerra quando il nemico non cede tutto è valido per far finire una guerra. Si usarono anche 2 bombe atomiche su una popolazione inerme. Non mi risulta che il Presidente americano sia stato condannato per genocidio.

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