L’Inchiesta / I numeri delle scuole del territorio: alle superiori anche il 14%

Una cifra che oscilla tra il 13 e il 15%. Sono gli studenti vigevanesi che hanno problemi legati ai Disturbi specifici dell’apprendimento. Lo dice uno screening che è stato effettuato da Seleggo, una realtà legata ai Lions che si occupa di dislessia. I risultati dello streaming emergono da un’indagine che ha riguardato in tutto 2196 ragazzi vigevanesi. A livello nazionale i dati più recenti risalgono al 2021 e sono inferiori a quelli di Vigevano, perché nella scuola secondaria di secondo grado (cioè le superiori) si aggirano attorno al 5.3%.

DIFFIDENZA In realtà le risultanze vigevanesi potrebbero essere meno attendibili, alla luce di un altro dato, che in realtà è più allarmante. Il 52% dei genitori interpellati tra quelli di alunni che frequentano le superiori non ha voluto rispondere al sondaggio nelle scuole e non ha dato il proprio consenso ai figli perché rispondessero. Proprio per questo l’attività di sensibilizzazione dell’associazione, che collabora con l’amministrazione comunale, continuerà nei propri mesi.

ELEMENTARI E MEDIE Quali sono i numeri del territorio comunque lo indicano le stesse istituzioni scolastiche. Per quanto riguarda gli Istituti comprensivi (che includono scuola primaria, cioè le elementari, e la secondaria di primo grado, cioè le medie), all’Ic Via Valletta Fogliano sono 48 studenti alla secondaria, 11 alla primaria, all’Ic Viale Libertà sono 40 e 10, all’Ic Robecchi 39 e 9, all’Ic Piazza Vittorio Veneto 15 e 9, all’Ic Robecchi di Gambolò 33 e 14, quindi alle medie oscillano tra 15 e 48 – anche sulla base della dimensione delle scuole e del numero di alunni – mentre alle elementari sono tendenzialmente di meno, tra 14 e 9, segno che il disturbo si manifesta nel corso degli anni di primaria e si arriva nella maggior parte dei casi a una diagnosi con l’approdo alla secondaria di primo grado.

SUPERIORI In quella di secondo grado i numeri poi crescono ulteriormente. Per quanto riguarda Vigevano al Cairoli sono 58, il 5% della popolazione scolastica, al Casale sono 126, il 14%, al Da Vinci sono 53, il 25.4%, invece a Mortara all’Omodeo sono 57, il 7.1%, e al Pollini 80, il 12.3%. I dati sembrano indicare che le famiglie, in presenza di un Dsa, preferiscono evitare un liceo in favore di un tecnico o di un professionale. Una scelta che si ripercuote anche nell’accesso più limitato a università e Istituti tecnici superiori.

ATTENZIONI SPECIFICHE I dirigenti scolastici registrano per la maggior parte un trend in aumento sia a livello quantitativo sia a livello qualitativo ovvero di esigenze specifiche di cui tenere conto. «La percentuale è aumentata rispetto a una decina di anni fa – spiega Stefania Pigorini, ds dell’Omodeo – I consigli di classe preparano i piani personalizzati con misure dispensative e strumenti compensativi. Sono in netto aumento anche gli studenti con Bisogni Educativi Speciali non specifici, soprattutto con problemi di “ansia scolastica” certificata. Non rientrano nel computo dei Dsa, ma richiedono attenzione e piani personalizzati specifici». Si tratta di studenti, spiega Alberto Panzarasa (Ds del Cairoli), «a cui va data una attenzione particolare: il certificato in cui sono esposte le loro fragilità impone alla scuola di avere la massima attenzione per l’attuazione delle necessarie misure compensative e dispensative. Ci servono docenti predisposti alla personalizzazione dei percorsi». Un tema sono infatti le risorse, secondo Gabriele Sonzogni (Ds del Robecchi) «poter contare su integrazioni degli insegnanti di supporto e potenziamento permetterebbe un’attuazione più efficace di strategie didattiche personalizzate», tema su cui è concorde anche Elda Frojo (Ds del Casale), per cui «le risorse, alcune sono d’aiuto, ci credono e lo sanno fare, non tutte però sono così». Per Massimo Camola (Ds Via Valletta Fogliano),

le misure che vengono prese non corrispondono alle risorse.

L’IMPEGNO DEI VOLONTARI Tra queste Vigevano ha messo in campo appunto il progetto di Seleggo, che è coordinato da Paola Fantoni, ex assessore di Vigevano, che ha un bagaglio di esperienze anche nell’insegnamento, visto che è stata per anni docente e referente per la dislessia dell’Itis Caramuel di Vigevano. L’obiettivo dello screening è individuare precocemente negli alunni le possibili predisposizioni al disturbo, per consentire alle famiglie di portare a compimento l’iter diagnostico, rivolgendosi alle strutture sul territorio, pubbliche o private riconosciute. Inoltre tra le attività dell’associazione c’è anche quella di far conoscere meglio la legge e le norme che riguardano l’individuazione dei disturbi.

Ab, Ig

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