L’Inchiesta / Pnrr: palestre, scuole e cantieri: cosa non torna nei progetti

Al suo rientro dopo gli arresti domiciliari il sindaco uscente di Vigevano Andrea Ceffa annunciò l’intenzione di ricandidarsi parlando dei fondi arrivati in città con il Pnrr, attribuendosene il merito. Parlò di 45 milioni Ceffa. Ma le cose sono andate in modo diverso da come aveva prospettato un anno fa: delle opere annunciate, le più grandi e significative non sono ancora state inaugurate. E Ceffa non è nemmeno candidato sindaco. Chi si aspettava una primavera elettorale di nastri tagliati è rimasto così deluso. L’unico taglio è stato quello della mensa della scuola Anna Botto e (ironia della sorte) le forbici furono ben strette nelle mani di Marzia Segù nei mesi di assenza di Ceffa. Ma intanto spuntano un po’ delle contraddizioni e dei problemi delle opere del Pnrr a Vigevano.

LA PALESTRA INFINITA L’opera con il costo più alto che attendeva Vigevano è la palestra Carducci, che è stata abbattuta a ricostruita. Il tempio dello sport cittadino è stato oggetto di un finanziamento di oltre 10 milioni di euro e i lavori dovevano essere terminati a inizio 2026. Poi è arrivata un’aggiunta che consiste nella realizzazione di una zona pedonale che va a completare il parco Regina Margherita. Questa aggiunta doveva essere terminata per la fine del mese di aprile 2026, ma a oggi il cantiere è ancora in corso. Altro progetto non concluso, anche se ormai in dirittura d’arrivo, è il rifacimento della palestra dello stadio Dante Merlo, che rappresenta un investimento complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro. In questo caso la scadenza però è giugno 2026.

LA SCUOLA E IL DISTRIBUTORE L’ultimo problema in ordine di tempo è spuntato in merito alla nuova scuola della frazione Piccolini. A segnalarlo è l’associazione “Sostenibilità, equità e solidarietà”, che ha sottolineato già da tempo una serie di criticità e in un’assemblea pubblica spiegherà quali sono i problemi che derivano dal costruire una “scuola materna” che convive con un distributore di benzina e un cimitero, a cinque metri da una strada trafficata. La scuola ne dista solo 30 dal benzinaio e questo secondo alcuni pronunciamenti del Tar rappresenterebbe un problema. Per l’associazione questo comporterebbe anche rischi per la salute, anche se il tema è controverso; diversi studi indicano che le stazioni di servizio contribuiscono ad aumentare le concentrazioni locali di benzene, una sostanza cancerogena. L’esposizione prolungata e intensa, come nel caso dei lavoratori, è associata a un aumento del rischio sanitario; per la popolazione generale che vive o frequenta queste aree, il rischio appare più contenuto e dipende da distanza, durata dell’esposizione e condizioni ambientali.

DIGITALIZZAZIONE Dove invece le cose sembrano aver funzionato è invece sull’adeguamento tecnologico. Ad esempio tra le opere completate dall’amministrazione comunale con i fondi del Pnrr c’è la realizzazione dell’estensione delle piattaforme nazionali Spid e Cie. Insomma a Vigevano grazie ai circa 250mila euro forniti dal Pnrr è più facile anche per gli utenti rapportarsi con la pubblica amministrazione. Lo stesso vale per gli imprenditori, dal momento che sono stati fatti investimenti anche sulla digitalizzazione delle procedure del Suap. Ma ci sono anche una serie di altri piccoli interventi da alcune centinaia di euro, che riguardano la digitalizzazione delle procedure del Suap. Ma ci sono anche una serie di altri piccoli interventi da alcune centinaia di euro, che riguardano la digitalizzazione della pubblica amministrazione che si sono conclusi.

Imprese ai margini: «Senza specialisti ai bandi non si parte»

Regionali 2023 Lombardia Moratti - Pacinotti
Pacinotti 

«Di aver usato fondi del Pnrr l’ho scoperto ora da voi». A dirlo è Giampietro Pacinotti, imprenditore vigevanese alla guida della Comer. Pacinotti da anni lavora con i bandi, grazie a un progettista, e ha avuto accesso a un bando Pnrr tramite Simest, società partecipata di Cassa Depositi e Prestiti, che ha come obiettivo quello di sostenere le aziende italiane. «Ormai – dice Pacinotti – le aziende si reggono in prevalenza sui bandi. Noi ne facciamo un uso ormai diffuso. Il bando al quale abbiamo aderito è quello che riguarda l’adeguamento informatico. In questo caso è servito a rinnovare le macchine, ma ce ne sono diversi altri ai quali abbiamo aderito, anche non del Pnrr». Il problema per le aziende è come partecipare e come riuscire a ottenere fondi del Pnnr, in modo speciale quando sono di piccole dimensioni.

Per ottenere i fondi del Pnrr – continua Pacinotti – ci rivolgiamo uno specialista di bandi. È lui a effettuare le ricerche e a permetterci di partecipare ai bandi, che vengono gestiti o dalla Regione o da Simest oppure da altre realtà. Per noi in questi mesi si è trattato di un valido sostegno.

AIUTO AI PRIVATI La Comer non è l’unica azienda che a Vigevano ha usufruito dei contributi del Pnrr, anche se dei 156 progetti attivi a Vigevano solo una minima percentuale di realtà sono riconducibili a privati. Nella maggior parte dei casi i fondi del Pnrr sono andati a enti pubblici. Sono meno di dieci le aziende private che hanno conseguito fondi che arrivano da Bruxelles per impiegarli nella crescita. Ci sono ad esempio l’Icaiplast oppure le Cartiere Cama. Entrambe hanno usato i fondi per la transizione digitale e per la internazionalizzazione delle imprese. Le altre aziende che hanno usato i fondi Pnrr per la transizione digitale e per l’internazionalizzazione delle imprese sono: Mosaico Shoes srl, la Unitech Italian Converter, Brustia Alfameccanica e Elettrotencia Bc. Ma non è l’unico motivo per il quale sono stati usati. Ad esempio l’azienda agricola Casarotti Pietro ha impiegato i fondi per l’ammodernamento delle macchine agricole. In un paio di casi alcune realtà private ne hanno approfittato per poter mettere i pannelli solari, mentre nella maggior parte dei casi i fondi del Pnrr sono serviti ai cittadini per l’efficientamento energetico. Ma a supporto delle imprese operano anche realtà come Vigevano Web, guidata da Antonio Bologna, che svolge un ruolo di collegamento tra aziende e bandi. Un lavoro spesso decisivo per superare ostacoli burocratici e accedere ai finanziamenti. Non mancano però criticità: tra informazioni poco diffuse e procedure complesse, il rischio è che solo una parte del tessuto imprenditoriale riesca davvero a beneficiare delle opportunità offerte dal Pnrr.

Andrea Ballone

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