“Longevità, un ruolo nuovo per la società di domani” che non vede più l’età avanzata come problema, ma come valore da riconoscere e sostenere. Questo il tema affrontato durante l’incontro promosso dal Lions Club lo scorso 21 marzo al teatro Besostri di Mede, un’occasione dove i relatori hanno parlato di consapevolezza, prevenzione e consigli utili per vivere più a lungo e bene.
TERRITORIALITÀ A sottolinearlo con forza è stato il dottor Giancarlo Iannello, direttore socio sanitario dell’Asst di Pavia, secondo cui «la longevità non può più essere vista come un peso. Un quarto dei cittadini ha più di sessant’anni e rappresenta una ricchezza, fatta di esperienza, cultura e capacità». Una trasformazione demografica che chiama in causa il sistema sanitario e il territorio, chiamati a «facilitare i percorsi di cura e assistenza, non solo per gli anziani ma anche per i loro familiari». E in questo scenario si inserisce il ruolo delle Case di Comunità, presenti anche a Vigevano, Mortara, Mede e Garlasco e pensate come presìdi di prossimità. «Devono diventare un punto di riferimento per tutti, con servizi e gruppi di auto mutuo aiuto anche per i caregiver – la sfida, ha aggiunto Iannello è investire sulla prevenzione – Solo così possiamo intervenire davvero, con screening nutrizionali, attività motoria e una presa in carico capillare».
INVECCHIAMENTO Sulla stessa linea la dottoressa Silvia Collaviti, geriatra dell’ospedale di Mede, che ha richiamato l’attenzione sul concetto di “invecchiamento di successo”. «La gioia più grande è vedere un anziano che ha voglia di vivere». L’invecchiamento è un processo naturale, ma può diventare patologico in presenza di fattori di rischio. «Più della metà degli over 60 convive con almeno due malattie croniche». Da qui la necessità di rafforzare anche i servizi domiciliari e sociali, in un contesto in cui aumentano gli anziani soli. E accanto agli aspetti clinici è emersa con forza anche la dimensione psicologica. «Non siamo solo un corpo, ma anche un’anima – ha ricordato la dottoressa Annalisa Grugnetti, anche lei geriatra presso l’Ospedale di Mede – Determinante è la mentalità: solo il 30% della longevità dipende dalla genetica, il restante 70% dallo stile di vita e dall’atteggiamento». Una mentalità dinamica, capace di affrontare le sfide,
aiuta a mantenere una prospettiva positiva, ridurre lo stress e continuare ad arricchirsi di esperienze. In sintesi, aggiungiamo vita agli anni, non anni alla vita.
PREVENZIONE Ma importante è soprattutto il capitolo prevenzione, a partire dalla salute della pelle. La dermatologa Nadia Farinelli ha ricordato come «i tumori cutanei siano tra i più diffusi», sottolineando l’importanza della diagnosi precoce. «Se individuato in tempo, il melanoma ha una guarigione quasi totale». Fondamentale l’attenzione ai segnali sospetti e la protezione dai raggi solari, soprattutto in età avanzata. Un’attenzione che passa anche da alimentazione, in particolare dalla dieta mediterranea, e dal movimento che anche nella terza età restano pilastri imprescindibili. «Equilibrata e completa, la dieta mediterranea resta il modello migliore – ha spiegato la biologa nutrizionista Elisabetta Spirolazzi – Con l’età però cambiano i fabbisogni e serve più apporto proteico per contrastare la perdita di massa muscolare, la cosiddetta sarcopenia e mantenere un buon equilibrio nutrizionale, senza dimenticare l’idratazione e la qualità degli alimenti». Infine, il ruolo dell’attività fisica. «È uno strumento di prevenzione potentissimo – ha concluso il chinesiologo clinico Davide Sparapan – Non solo per il sistema cardiovascolare, ma anche per la salute mentale e la socialità. Il movimento rallenta l’invecchiamento, migliora l’umore e aiuta soprattutto a mantenere una maggiore autonomia fisica».
Rossana Zorzato




