In un mondo in cui ogni destinazione sembra a portata di clic e di aereo low cost, il viaggio rischia di ridursi a uno spostamento rapido, quasi istantaneo, in cui tutto ciò che sta in mezzo viene cancellato.
IL SENSO DELLA DISTANZA Il treno, invece, obbliga a misurare le distanze, a guardare fuori dal finestrino, a riconoscere paesaggi e città che non compaiono nelle classifiche delle mete più gettonate. È un modo diverso di viaggiare, più lento e più narrativo, che si sposa alla perfezione con la scelta di destinazioni “secondarie”, lontane dai flussi di massa ma ricche di carattere. Chiavenna è una piccola città alpina della Lombardia, adagiata lungo il fiume Mera e circondata da montagne che sembrano chiudere l’orizzonte. Il treno da Milano risale la valle fino a un centro storico compatto, fatto di vicoli in pietra, palazzi signorili, ponti e scorci d’acqua. Qui i protagonisti sono i crotti, cavità naturali trasformate in luoghi di convivialità dove si conservano salumi, formaggi e vini, ma soprattutto una cultura del tempo lento. Le cascate che sfiorano le case, le piazze raccolte, le chiese affrescate compongono un paesaggio urbano che invita a camminare senza fretta. Invece di una grande località sciistica o di una capitale europea, Chiavenna offre la misura di un borgo vivo, non costruito per il turista ma abitato ogni giorno.
DEVIAZIONI FELICI Comacchio, in Emilia-Romagna, è un’altra deviazione felice rispetto ai percorsi più battuti. Raggiungerla in treno significa fermarsi a Ferrara e poi proseguire verso le valli e le lagune del Delta del Po, un territorio sospeso tra acqua e terra. Il centro storico è un intreccio di canali, ponti e case basse, con il Trepponti come simbolo scenografico e inconfondibile. Qui non ci sono folle da crociera né vetrine globalizzate: la vita scorre lenta, tra pescatori, biciclette e bar di quartiere. Poco fuori, le saline e le valli ospitano fenicotteri e una fauna ricchissima, perfetta per chi ama fotografia e birdwatching. Comacchio dimostra che si può vivere l’atmosfera di una “piccola Venezia” senza la pressione del turismo di massa, scegliendo una scala più umana. Più a sud, nel cuore dell’Abruzzo, Sulmona racconta un’altra sfumatura d’Italia. Conosciuta per i confetti, è in realtà una città elegante, con un corso porticato, piazze luminose e una corona di montagne che la abbraccia da ogni lato. Arrivarci in treno da Milano, passando per Roma, significa attraversare una delle linee ferroviarie più suggestive del Paese, dove i binari si arrampicano tra altipiani, gole e borghi arroccati.
SENZA FILTRI Una volta in città, il ritmo è quello di un centro di provincia che non ha rinunciato alla propria identità: botteghe storiche, pasticcerie, mercati, feste tradizionali. Invece di scegliere l’ennesima grande città d’arte, Sulmona invita a scoprire un territorio che unisce storia, natura e cucina in modo autentico, senza filtri. Per chi desidera spingersi oltre confine restando fedele al fascino del treno, Friburgo in Brisgovia è una meta ideale, facilmente raggiungibile via Svizzera e perfettamente compatibile con l’Interrail. Situata nel sud-ovest della Germania, ai margini della Foresta Nera, è una città universitaria vivace e al tempo stesso raccolta. Il centro storico, dominato dalla cattedrale gotica, è attraversato dai caratteristici “Bächle”, piccoli ruscelli che scorrono lungo le strade e rendono unico il paesaggio urbano. Le case colorate, le piazze animate, le birrerie e i caffè all’aperto raccontano una quotidianità rilassata, lontana dall’immagine frenetica delle grandi metropoli tedesche. A pochi minuti di tram iniziano i sentieri che salgono verso i boschi, dove il confine tra città e natura si fa sottile.
Edoardo Zanichelli


