Con l’arrivo di una nuova ondata di calore che sta investendo duramente la Lombardia, la Regione corre ai ripari. Il presidente Attilio Fontana ha firmato un’ordinanza urgente che vieta le attività lavorative all’aperto nelle ore centrali della giornata, tra le 12.30 e le 16, nei settori più esposti come cantieri edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche. Il provvedimento, valido dal 2 luglio al 15 settembre 2025, scatterà solo nei giorni in cui il rischio da calore sarà classificato come “alto”, secondo la mappa interattiva pubblicata sul sito worklimate.it.
MOMENTO PARTICOLARE La decisione arriva in un momento di particolare criticità climatica: Milano e Brescia sono già in allerta rossa, con temperature superiori ai 36°C e tassi di umidità elevati che impediscono il raffreddamento notturno, aggravando la situazione soprattutto per anziani, bambini e soggetti fragili. Il Ministero della Salute conferma l’emergenza in tutta l’area padano-alpina, con un bollettino che prevede temperature oltre i 37°C nei prossimi giorni.
CHI È INTERESSATO Il divieto si applica solo nei giorni in cui le condizioni meteorologiche indicano un rischio elevato per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. Sono esclusi gli interventi urgenti e di pubblica utilità effettuati da pubbliche amministrazioni, concessionari di pubblico servizio e loro appaltatori, purché vengano rispettate tutte le misure di sicurezza previste dalle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore”, approvate dalla Conferenza delle Regioni.

PESANTI SANZIONI La mancata osservanza dell’ordinanza comporta sanzioni penali, ai sensi dell’articolo 650 del codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave. Dati raccolti dalla Città Metropolitana di Milano segnalano differenze di temperatura fino a 3°C tra quartieri, con le aree più urbanizzate che soffrono maggiormente l’accumulo di calore. La piattaforma “Territori resilienti” monitora in tempo reale queste anomalie, offrendo strumenti utili per la prevenzione del rischio.
EMERGENZA INSOLITA L’estate 2025 si sta rivelando una delle più calde mai registrate. Secondo ARPA Lombardia, anche per le prossime settimane sono previste temperature superiori alla norma e precipitazioni inferiori, almeno fino alla fine di luglio. I climatologi confermano che lo scenario “afoso” sembra ormai diventato la nuova normalità stagionale.
I CONSIGLI Le autorità invitano i cittadini a evitare le uscite nelle ore più calde, bere molta acqua, indossare abiti leggeri, evitare alcol e caffeina e proteggersi dal sole. Particolare attenzione va riservata alle persone vulnerabili. L’ordinanza è stata trasmessa ai prefetti, ai sindaci, alle Ats e alle associazioni di categoria per garantirne l’applicazione.
L’ACCORDO Intanto il super caldo ha portato all’accordo tra imprese e sindacati, con la firma del “protocollo quadro” per «l’adozione di misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro». Non accadeva dal Covid. Confindustria ha rinunciato al no di principio per lasciare tutto com’è. Cgil, Cisl e Uil hanno invece accettato un testo volutamente generico e di “buone pratiche”, da declinare però in “accordi attuativi” di territorio, filiera, azienda, chiudendo in questo modo un’intesa che galleggiava dal 2023, tra veti e contrapposizioni.
Massimo Sala



