Peste suina / Nessun nuovo focolaio da dieci mesi

Da dieci mesi nessun nuovo focolaio di peste suina negli allevamenti della provincia di Pavia.
Un po’ di luce in fondo al tunnel inizia a vedersi, visto che in provincia di Pavia durante gli ultimi 10 mesi non si sono più registrati focolai di suini domestici positivi alla Psa e contemporaneamente Regione Lombardia ha annunciato che entro l’estate saranno liquidati i ristori al 100%. Attualmente sono 40 i milioni destinati agli indennizzi per danni indiretti legati alle restrizioni sanitarie; 46,5 alla biosicurezza; 27,5 alle attività della struttura commissariale, compreso il contenimento della fauna selvatica;

5 milioni sono stati recentemente stanziati, a cui si sommano i fondi sanitari nazionali per i danni diretti, con copertura integrale degli animali abbattuti e dei prodotti collegati ai focolai che ammontano a 25,3 milioni.

CRESCE LA FIDUCIA Per queste ragioni Marta Sempio, presidente di Confagricoltura Pavia, si mostra più fiduciosa per il futuro del settore suinicolo: «È un traguardo importante, frutto di un lavoro costante e capillare: presidi, incontri pubblici, dialogo con le istituzioni, pressione politica, ma soprattutto la forza e la compattezza degli allevatori che non hanno mai smesso di farsi sentire, anche nei momenti più critici. Ora serve andare avanti. Serve tenere alta l’attenzione. La peste suina non è ancora sconfitta, e senza un’azione organica di prevenzione e contenimento il rischio è che la situazione possa peggiorare. Continueremo a lavorare perché il tema rimanga nell’agenda politica, e perché vengano predisposte strategie efficaci per tutelare il lavoro di chi ogni giorno garantisce la qualità e la sicurezza della nostra filiera zootecnica». La provincia di Pavia però è ancora blindata dalle zone di restrizione imposte da Bruxelles, nonostante l’ultimo focolaio nel domestico risalga a settembre e la presenza dei cinghiali sia passata da 7 per chilometro quadrato nel giugno 2023 a 0,76 nel giugno 2025. L’attenzione rimane comunque alta, visto che il virus, nonostante i risultati incoraggianti degli ultimi mesi, non è ancora stato debellato.

NUOVA ORDINANZA Dal 14 luglio è in vigore la nuova ordinanza del commissario Giovanni Filippini che prevede il rafforzamento delle barriere stradali e autostradali per ridurre il movimento dei selvatici, il loro depopolamento e le misure di biosicurezza nelle aziende. Su tutto il territorio nazionale è obbligatoria la segnalazione di selvatici morti o in condizioni precarie e su questi si dovranno eseguire i test virologici. Si conferma anche l’impiego di unità cinofile per la ricerca di resti e carcasse di cinghiali. In Lombardia sono stati chiusi circa 160 varchi autostradali. Inoltre, la riduzione della popolazione di cinghiali ha consentito di limitare l’espansione del virus e impedire che altri allevamenti di suini venissero contagiati.

Edoardo Varese

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