Rimodulare e rivedere le zone di restrizione in provincia di Pavia. Questa la richiesta che Regione Lombardia vuole inviare all’Unione Europea, a seguito del fatto che lunedì 6 novembre è in programma un incontro tra Commissione europea e ministeri della Salute e dell’Agricoltura. Nella richiesta rivolta a Bruxelles, Regione Lombardia fa presente che si devono rivedere le aree di emergenza, mantenendo comunque «un livello di sorveglianza atto a garantire l’identificazione precoce di un’eventuale reintroduzione del virus».
Una rimodulazione che di fatto eliminerebbe il vincolo sulle carni degli animali inviati a macello, in modo da eliminare nel minor tempo possibile una criticità che riguarda da vicino diversi allevamenti del pavese e non solo. Recentemente, nei cinghiali, principali vettori del contagio, sono state confermate positività nell’ambito territoriale del Parco del Ticino (Torre dell’Isola). Questo ha determinato da parte della Commissione l’emanazione di una zona infetta che coinvolge il Parco del Ticino con comuni sia della provincia di Pavia, sia dell’area metropolitana di Milano. Intanto sono state concordate con il Parco del Ticino specifiche attività di prevenzione e gestione del territorio, con la ricerca delle carcasse a carico di ditte specializzate e il contenimento dei cinghiali a carico della Polizia provinciale e ditte specializzate. Nel primo semestre 2023, sono state recuperate e analizzate 120 carcasse di cinghiale (302 in tutta la Regione, 478 nel 2022) e abbattuti, in zona di restrizione II, 632 cinghiali da luglio a settembre.
Edoardo Varese

