Ramadan, anche al centro islamico tempo di digiuno

Anche la comunità islamica di Vigevano è pronta a vivere il mese di Ramadan. Con la preghiera serale di domenica 10 marzo ha avuto ufficialmente inizio il mese di digiuno in commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto, ricorrenza annuale celebrata dai musulmani di tutto il mondo. Al centro islamico di via Rovereto, aperto nel 2020 e inaugurato ufficialmente lo scorso anno al completamento dei lavori, sono tanti i fedeli accorsi per questo importante appuntamento, il quarto dei cinque pilastri dell’Islam (i precetti fondamentali previsti dalla legge religiosa per ogni credente). Al termine della “ṣalāt” serale di domenica, dopo il tramonto, si è dato il via alla “tarāwīḥ”, preghiera straordinaria recitata soltanto nel nono mese lunare, che è appunto il mese di Ramadan.

MUSULMANI DUCALI Il digiuno (astensione da bere, fumare, mangiare così come dall’avere rapporti sessuali e praticare la continenza verbale) durerà fino al prossimo 9 aprile, quando sarà rotto dalla festa dell’Eid al-fitr. Un altro evento che la comunità islamica vigevanese vivrà con grande partecipazione: in città sono qualche migliaio i musulmani residenti, divisi quasi equamente tra cittadini italiani e persone originarie di Nordafrica, Turchia, Africa sub-sahariana e subcontinente indiano (principalmente dal Bangladesh). Tanti di loro frequentano il centro di via Rovereto, che lo scorso anno proprio in corrispondenza al Ramadan ha festeggiato l’apertura ufficiale alla presenza delle autorità civili e del vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni.

Il Ramadan è per noi l’occasione per stare tutti assieme – spiega Ibrahim Hussein, portavoce della comunità islamica di Vigevano – stiamo valutando l’idea di un appuntamento aperto alla cittadinanza: ci sarà anche una mostra, con delle opere realizzate dai giovani frequentatori del nostro centro che spiegheranno cosa rappresenta per loro il Ramadan.

Come funziona?

All’alba di lunedì scorso è iniziato il mese di Ramadan, che dovrebbe terminare la notte tra 9 e 10 aprile. Per l’islam questo è il periodo del “Sawm” (in arabo ﺻﻮﻡ‎), il digiuno, celebrato perché la tradizione islamica stabilisce che durante Ramadan Allah ha rivelato a Maometto il Corano, segnatamente nella “Laylat al-Qadr”, Notte del Destino, che cade negli ultimi dieci giorni del mese. Un appuntamento ancora più significativo perché giunge in un momento storico in cui molti guardavano a questo periodo di astinenza come occasione per una tregua nella guerra tra Israele e Hamas in Terra santa, uno dei “pezzetti” di quella terza guerra mondiale delineata da papa Francesco sin dal 2014. Domani sarà reso noto dal “Dicastero per il dialogo interreligioso” della Santa Sede il “Messaggio per il mese di Ramadan e “Eid Al-Fitr” dell’anno 1445 (2024), un’occasione per riaffermare la vicinanza e l’amicizia tra cattolici e musulmani, ricordando come tutte le religioni, pur nelle loro differenze, difendano i valori della vita, della pace, della dignità. Ma in cosa consiste questo momento così importante per la religione islamica?

DIGIUNO Durante tutto il periodo i musulmani praticano il digiuno dall’alba – dal momento in cui è possibile distinguere un filo bianco da uno nero – fino al tramonto o alla quarta preghiera del giorno (Maghrib), quando possono mangiare (il pasto si chiama Iftar, nelle famiglie più ligie alla tradizione inizia con i datteri, ed è il secondo della giornata dopo Suhur, consumato appena prima dell’alba). Tutti sono tenuti a seguire questo obbligo religioso, anche se esistono dispense in funzione dell’età, dello stato di salute, per motivi di viaggio o per casi specifici; in molti di questi casi è possibile recuperare i giorni persi in un secondo momento, a Vigevano e in Lomellina i ragazzi di fede musulmana iniziano a digiunare a età diverse, alcuni già alle elementari, quasi tutti prima delle superiori. Si identificano tre gradi di digiuno: l’astensione dal cibo e dai rapporti intimi, l’astensione dai peccati della vista, della lingua, delle mani, dei piedi, delle membra, l’astensione dalle cure della vita (quest’ultima tipica dei profeti e dei giusti).

OLTRE L’ASTENSIONE Il digiuno è visto dal musulmano come occasione per concentrarsi sulla spiritualità. Durante il mese di Ramadan sono previste la lettura integrale del Corano e l’offerta di pasti ai poveri, anche attraverso l’elemosina. Il periodo di astinenza si conclude all’apparire della luna nuova (il mondo arabo segue un calendario lunare, per questo motivo il Ramadan ogni anno slitta di circa 11 giorni rispetto al calendario gregoriano e, nell’arco di 33 anni, cade in tutte le stagioni) con la festa di “Aid al-Fitr”, “cessazione del digiuno”, che dura tre giorni ed è la seconda festa più importante per l’islam, seconda solo allo “Aid al-Adha”, che invece segna la fine dell’Hajj, il tempo destinato al pellegrinaggio a La Mecca, quinto pilastro dell’islam.

Af, Gds.

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