Un nuovo campo a Mezzana Bigli con riso coltivato attraverso le Tea per renderlo immune al brusone. Vittoria Francesca Brambilla, docente del dipartimento di Scienze agrarie all’Università degli studi di Milano, annuncia nel corso di un convegno tenutosi presso il centro di ricerca Ente nazionale risi di Castello d’Agogna di voler continuare a usare le tecniche che grazie al miglioramento genetico permettono di ottenere piante più resistenti alle malattie e più adatte ad affrontare anche gli effetti del cambiamento climatico.
SI VA AVANTI «Stiamo scrivendo tre notifiche in questi giorni – spiega Brambilla – per fare un nuovo campo a Mezzana Bigli, uno a Castello d’Agogna, proprio nel centro di ricerca e un terzo presso un’azienda agricola di Vercelli. Useremo il Pi21, un gene che se mutato consente di garantire una forte resistenza contro il brusone, una patologia fungina che colpisce proprio le piante di riso». Le Tea (Tecniche di evoluzione assistita) si basano sull’editing genetico (Crispr/Cas9) e sulla cisgenesi ovvero il trasferimento di un gene da una pianta sessualmente compatibile: il loro uso consente di ottenere piante in grado di resistere a condizioni climatiche estreme, dalla siccità alla forte piovosità, e allo stesso tempo di ottenere maggior resistenza contro i parassiti. «Con la tecnica Crispr/Cas9 – prosegue Brambilla – si usa la proteina Cas9 che riesce a tagliare il Dna degli eucarioti in modo molto specifico, attraverso Rna guida che noi ricercatori possiamo disegnare e trattare come desideriamo, in base alle nostre necessità durante l’attività di ricerca».
In Europa molte piante sono state migliorate con le Tea, visto che per mezzo di queste possiamo cambiare con precisione e in tempi rapidi solo il tratto che ci interessa.
IN SALITA L’impiego delle tecniche di modifica genetica in campo agricolo però non è stato visto di buon occhio da tutti. A Mezzana Bigli infatti, nella notte tra lo scorso 20 e 21 giugno, il campo sperimentale della Cascina Erbatici era stato distrutto da ignoti: la sperimentazione, seguita anche da Regione Lombardia, è in seguito ripartita. «Alcuni le considerano degli Ogm ma non è così: con le Tea non si introduce nelle piante nuovo Dna. I ricercatori si limitano a fare delle piccole modifiche simili a quelle che si trovano in natura nelle piante stesse». Soprattutto, al contrario degli Ogm “classici”, le Tea sono ottenute appunto per “cisgenesi”, cioè il gene trasferito proviene dalla stessa specie o da una specie con cui quella ricevente è strettamente imparentata.

RICERCA L’attività di ricerca delle piante e del riso, servendosi di conoscenze sempre più mirate, ha conosciuto miglioramenti nel corso degli ultimi anni: «Attualmente riusciamo a sequenziare il genoma della pianta a costi molto contenuti rispetto al passato. Sappiamo dove sono localizzati i geni e la porzione di Dna che ci interessa analizzare. In laboratorio in 6 mesi si riesce a coltivare una pianta servendoci delle Tea: è un arco di tempo decisamente breve».
Edoardo Varese


Questo articolo contiene dichiarazioni false, come quella secondo cui in Europa ci sono già delle piante OGM/TEA già coltivate. Un’altra bufala, tipicamente diffusa dalla professoressa Brambilla, è che questi TEA non siano OGM. Una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2018 dice esattamente il contrario ed è per questo che nessun TEA potrebbe oggi essere testato in campo, coltivato o venduto senza sottostare alle identiche regole che normano gli OGM. Proprio per questa ragione, che ha limitato negli ultimi 20 anni le multinazionali nella loro opera di colonizzazione dell’agricoltura europea con varietà OGM brevettate, la Commissione Europea cerca ora di liberalizzarle abolendo etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio per i nuovi OGM/TEA. Il processo di deregulation è ancora in corso, con molti paesi contrari per via dei tanti problemi che queste tecniche si portano dietro.
Se avete bisogno di informazioni concrete e basate sui fatti, fate un fischio! Altrimenti prestate il fianco all’opera di piazzismo che l’Università di Milano sta facendo, in perfetta linea con lo spirito del tempo, in cui accademia e multinazionali stringono patti del diavolo sulla pelle dei contadini e dei consumatori.