Turismo a km 0 / A Verezzi un teatro vista mare

La Liguria, oltre alle tante e apprezzate località balneari, custodisce anche alcuni dei borghi più affascinanti d’Italia, ognuno con la propria storia, cultura e tradizioni uniche. Tra questi, spiccano Verezzi e Finalborgo, due gioielli che meritano di essere scoperti e vissuti. Ce ne sono molti altri particolarmente apprezzabili (Cervo, Dolceacqua, Tellaro, Bussana e molti altri), sparsi tra le quattro province liguri, ma Verezzi e Finalborgo hanno il pregio di trovarsi a qualche chilometro di distanza nel Savonese e di essere entrambi raggiungibili in meno di un paio d’ore da Vigevano.

PALCO SUL MARE Verezzi è un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto. Arroccato su un colle che domina la costa, è un borgo caratterizzato da strette viuzze, case in pietra e affascinanti piazzette. Questo piccolo paesino è immerso in un’atmosfera sospesa nel tempo e offre panorami mozzafiato sul mare. Si può raggiungere il borgo anche a piedi, da Borgio Verezzi, il paesino sulla costa, percorrendo un antico sentiero in mezzo alla suggestiva macchia mediterranea che caratterizza la zona. Ogni estate, inoltre, Verezzi diventa il fulcro della cultura teatrale italiana grazie al Festival nazionale di teatro che, dal 1967, trasforma il borgo in un grande palcoscenico all’aperto, ospitando spettacoli di alto livello in uno scenario unico come la piazza Sant’Agostino, una specie di terrazza che dal paese si affaccia sul mare. Le rappresentazioni che caratterizzano i mesi di luglio e agosto spaziano dai classici della tradizione teatrale italiana e internazionale a opere contemporanee, spesso in prima nazionale. Si tratta di un evento davvero particolare che non solo valorizza il patrimonio culturale di Verezzi,

ma attira anche migliaia di visitatori, compresi moltissimi vip, dando al borgo un’atmosfera vivace e cosmopolita. In oltre mezzo secolo si può dire che tutti i grandi protagonisti del teatro italiano hanno calcato il palcoscenico di Verezzi.

Finalborgo

PICCOLA CAPITALE Finalborgo invece, poco distante da Verezzi, è una frazione del comune di Finale Ligure e uno dei borghi medievali meglio conservati della Liguria. Circondato da mura, è un labirinto di vicoli stretti, piazzette accoglienti e antichi edifici che raccontano un passato glorioso. Un tempo capitale del marchesato di Finale, il borgo conserva numerosi monumenti storici e artistici di grande interesse. Anche a Finalborgo, ogni anno c’è un evento di grande richiamo: il Palio delle Compagne, che si tiene nel mese di agosto ed è una manifestazione rievocativa, nata per celebrare le antiche tradizioni del borgo. L’evento vede sfidarsi le quattro “Compagne” (le antiche contrade) in una serie di giochi medievali, cortei storici e spettacoli, attirando migliaia di visitatori e trasformando il borgo in una vivace festa medievale con mercati storici, musiche e antiche danze. Entrambi i borghi rappresentano al meglio l’autenticità e la bellezza della Liguria, rendendoli mete imperdibili per chi desidera scoprire il fascino senza tempo di questa regione.

Questi due centri combinano storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Ovviamente, nei paraggi, non mancano ristoranti che esaltano i sapori della cucina ligure.

Viaggio nella bellezza con il “Trenino rosso del Bernina”

Se pensiamo a un paesaggio magico, da ammirare nell’arco di due ore e mezza, possiamo immaginare ampie e verdi vallate, ghiacciai eterni e un ambiente completamente dominato dalla natura. Questo è ciò che regala ai visitatori il “Trenino rosso del Bernina”.

DENTRO LA MERAVIGLIA Per vivere quest’esperienza unica tra Svizzera e Italia occorre andare a Tirano, in provincia di Sondrio. Toccare le mura delle case vicine e immergersi nella natura incontaminata. Nessuna traccia di civiltà, nessuna traccia di una vita frenetica. In breve tempo si attraversano quattro diversi cantoni, due nazioni e si percorrono luoghi in cui si possono sentire parlare ben quattro lingue differenti. La linea del Trenino del Bernina è stata inaugurata nel 1910, è stata realizzata in soli quattro anni, ed ha ottenuto da subito una grande fama a livello mondiale. Inoltre è stata una delle prime linee ferroviarie pensate e progettate per la trazione elettrica. Anche se in origine aveva la sola funzione di trasportare merci e passeggeri e non era un’attrazione turistica, questo treno a tratti fatato deve superare gole profonde, inerpicarsi per ripidi pendii e scavalcare alti passi montani, regalando scorci tra il suggestivo e il mozzafiato.

PATRIMONIO UNESCO Il paesaggio che si può ammirare dal finestrino è in continuo cambiamento. Città, laghi, pianure, montagne, boschi, fiumi e ghiacciai si alternano per formare uno dei pochi esempi di armonia tra l’uomo, le sue opere e la natura. La tratta Tirano – Saint Moritz è un percorso di circa tre ore che offre l’occasione di stupirsi ancora una volta della bellezza di ciò che ci circonda. La partenza è prevista dalla storica città di Tirano, provincia di Sondrio, per raggiungere “l’Olimpo” del percorso, il rifugio ospizio Bernina situato a ben 2253 metri d’altezza, raggiungendo una pendenza massima del 70%. Dopo aver toccato il cielo, il “Trenino rosso del Bernina” scende passando nuovamente tra piccoli borghi e laghi d’incanto per poi finire la sua corsa alla lussuosa città di Saint Moritz. Il 7 luglio 2008, la linea del Trenino Rosso del Bernina è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità.

L’Unesco inoltre ha premiato la linea per l’impegno svolto nel trovare soluzioni architettoniche e di ingegneria civile che si armonizzano con il contesto ambientale e paesaggistico.

Monferrato, terra di vino e storia

Terra di colline, cantine e vini pregiati, il Monferrato (soprattutto quello cosiddetto Basso, corrispondente al Casalese) è una terra che ha storici legami con la Lomellina, con la quale confina. Superato il Po a Candia si arriva subito a Casale, centro principale della zona che una visita la merita se non altro per la cittadella fatta edificare dai Gonzaga e per l’imponente sinagoga barocca, retaggio della un tempo fiorente comunità ebraica cittadina.

INFERNOT Poco distante, la zona intorno ai comuni di Ottiglio, Grazzano Badoglio e Vignale Monferrato, aree dove in passato sorgevano le cave che fornivano il materiale per la costruzione delle case, è quella dove si può trovare la più alta concentrazione di infernot, le tipiche cantine scavate nell’arenaria fondamentali per la tradizione vinicola della zona, che comprende prodotti pregiatissimi come il Barbera e il Moscato. Particolarmente suggestive sono le “cattedrali sotterranee” di Canelli, un dedalo di infernot che si estende nel sottosuolo della collina per 20 km.

SACRO MONTE Il Sacro monte di Crea, patrimonio Unesco, è invece un vero luogo di culto, nonché d’arte e di riflessione, con il suo complesso monumentale immerso tra alberi e sentieri da percorrere sino ad arrivare alla cappella del Paradiso, posta alla sommità della collina. Una chicca per gli amanti dello sport: il Monferrato è una delle poche aree dove sono ancora praticati i tradizionali sport sferistici, fino a qualche decennio fa diffusissimi in tutta Italia. Se i fasti della pallapugno sono passati da qualche anno, attualmente va ancora forte il tamburello: e un salto allo sferisferio di Vignale (dove si sono giocate le fasi finali della Coppa Italia) può aiutare a ritrovare quell’atmosfera d’antan da sport d’altri tempi.

Ms, Gd, Af.

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