Studiare è sempre stato un sacrificio, anche economico, soprattutto per chi ha scelto un’università lontana da casa. Di recente però sembra essere diventato un’impresa a causa del caro-affitti che sta scatenando non poche proteste tra gli studenti, che sono arrivati ad accamparsi in tende nei pressi degli atenei italiani chiedendo l’intervento delle istituzioni. A scatenare il problema sono diversi fattori, tra cui l’inflazione, la decisione del Governo di non rinnovare alcuni dei fondi dedicati al sostegno di chi vive in affitto, la “popolarità” di città come Milano che ha aumentato la domanda di immobili, l’offerta limitata di studentati e collegi pubblici. In questo modo gli studenti e le loro famiglie si trovano a sopportare da soli il peso di trovare e pagare un alloggio, dovendosi confrontare non solo con costi elevati, ma anche con stanze in condivisione o sgabuzzini a prezzi da trilocale. (a cura di Gds, Af, Ev, Rz)

1. QUI TORINO

PP Caro affitti - Torino
Torino

«Come fuorisede sono d’accordo con le proteste – racconta Cristina Tataru, studentessa cassolese, ora residente a Torino – soprattutto per il fatto che ci vorrebbe un tetto massimo per gli affitti e un aumento degli alloggi studenteschi». Giunta quasi al termine del suo percorso magistrale, Cristina valuta positivamente la sua esperienza torinese, nonostante la vita economica da fuorisede sia difficile. «Condivido casa con altre tre ragazze – continua – pagando 360 euro al mese di affitto incluso wifi, riscaldamento centralizzato e spese condominiali», a cui occorre aggiungere spesa, libri e trasporti, anche se «in alcuni casi è possibile avere sconti per under25, come per mezzi pubblici e musei». Per questo la giovane ha alternato lo studio al lavoro: «Ho lavorato facendo la barista e la babysitter per sostenermi economicamente, i miei mi stanno aiutando giusto per l’affitto».

2. QUI MILANO

PP Caro affitti - Milano
Milano

Il capoluogo lombardo è con Roma l’epicentro della protesta, ma è ancora possibile trovare qualcosa di abbordabile. «Noi siamo in due e paghiamo 600 euro al mese – racconta Laura, dottoranda – nella cifra sono compresi riscaldamento, spese condominiali, wifi. Affitti a parte, rispetto a Vigevano non trovo una grande differenza in termini di prezzo per la vita quotidiana, forse perché la scelta è più ampia e si può decidere dove fare acquisti». Nonostante questo le proteste degli studenti «mi trovano assolutamente d’accordo; ripeto, io sono fortunata, ma ci sono prezzi e case ai limiti della decenza». Ed è un fatto che stride ancora di più se si considera l’attrattività del capoluogo lombardo: «Ho deciso di trasferirmi perché la gran parte della mia vita ora è qui, compreso il lavoro. Non so se vorrò rimanere qui per sempre, ma per ora potrei dire che per me potrebbe essere una situazione definitiva».

3. QUI PAVIA

Pavia
Pavia

E c’è anche chi ha deciso di trasferirsi pur avendo scelto un ateneo a meno di un’ora di distanza in auto o in pullman, una scelta legata al desiderio di comodità per poter meglio seguire il percorso accademico. «Avevo diversi corsi e lezioni da seguire: per guadagnare tempo ho deciso di cercare un appartamento in affitto a Pavia». A raccontarlo è Giovanni Garini, studente vigevanese iscritto alla magistrale della facoltà di Fisica all’Università degli studi di Pavia. Garini rientra nel gruppo di studenti che hanno deciso di non addentrarsi nella vita dei pendolari. «Sono in affitto da 5 anni – precisa – ovvero da quando ho iniziato la triennale. Pago 300 euro di affitto, utenze escluse, insieme a due coinquilini. Loro hanno una camera doppia, io mi sono sistemato in una singola». Uno degli elementi che lo hanno spinto a intraprendere questa scelta è «avere a disposizione più tempo da dedicare allo studio. Da questo punto di vista, il gioco è valso la candela. I miei genitori mi aiutano con le spese, io contribuisco impartendo qualche ripetizione».

4. QUI BOLOGNA

PP Caro affitti - Bologna
Bologna

Anche in centro Italia le difficoltà sono simili. Federico Rodolfo Masera, secondo anno all’Alma Mater di Bologna, condivide un appartamento con un ragazzo siciliano al costo di 750 euro al mese, più 60 di spese bimestrali. Tutto sommato, una buona soluzione: «Quel poco che è ancora disponibile ha un rapporto qualità prezzo ridicolo, ero in un gruppo di ricerca affitti in zona Bologna ed era all’ordine del giorno ricevere richieste da ragazzi che chiedevano disperatamente di essere ospitati anche per solo per una notte». La causa è da ricercarsi nella maggior profittabilità degli affitti brevi: «Molti proprietari di immobili prediligono piattaforme come Airbnb e Booking perché rende molto di più mensilmente; per l’affitto a lungo termine dedicato a studenti e lavoratori fuori sede i prezzi si innalzano proprio per la scarsità di offerta».

5. QUI GENOVA

PP Caro affitti - Genova
Genova

Anche Davide Cantoni, che studia a Genova, divide l’appartamento con coinquilino: per loro l’affitto è di 300 euro a cranio. Trovare qualcosa a meno è impossibile: «Senza contare le spese delle utenze, che si sono alzate da 80-90 euro a circa 120. Molti miei compagni di corso hanno preso infatti un alloggio nella casa dello studente universitaria: una stanza con letto e bagno e con regole abbastanza stringenti, ma che ha il vantaggio di costare circa 200 euro mensili». Il problema di Genova, principalmente, è che è piccola e ha poco terreno disponibile: «Servirebbero più alloggi finanziati dall’università, che aiuterebbero anche gli studenti provenienti dall’estero. Spesso per trovare un posto bisogna passare dalla spirale dei gruppi Facebook e dai contatti con privati, che non sempre sono affidabili».