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Oltre seimila abitazioni vuote. Secondo i dati Istat a Vigevano il 19.3% degli immobili a uso residenziale non è occupato, 6633 tra ville e appartamenti, ma le percentuali aumentano se ci si posta in Lomellina, arrivando anche a una casa disabitata ogni due, la metà.
IL CAPOLUOGO La città ducale ha una disponibilità abitativa superiore alla media rispetto ai centri equiparabili classificati come “amministrazioni polo” (16.9%), ma anche in confronto a quelli che si trovano in aree pianeggianti (18.9%), mantenendosi al di sotto del valore del nord-ovest (26%) e della Lombardia (21.2%). A essere classificati come “non occupati” dall’Istat sono tutti quegli immobili vuoti o da persone che non vi dimorano abitualmente. Da una semplice ricerca sui siti specializzati è possibile trovare tra i 1500 e i 1800 annunci – anche se alcuni si ripetono – a conferma di un’ampia disponibilità di abitazioni, dai 2.3 milioni di euro chiesti per un casale all’asta in zona Sforzesca, agli 1.7 per una villa in corso Cavour, scendendo ai 18mila per un bilocale in corte in via San Giacomo o ai 19mila per una soluzione analoga in via Toscanini. A Vigevano è interessante anche il dato delle strutture disponibili per i turisti su Airbnb, che altrove è stato accusato di aver svuotato i centri storici in quanto i proprietari preferiscono questo tipo di “affitto” a quello classico. Sono una quarantina quelle che si trovano per un weekend, più o meno gli stessi a disposizione se si volesse soggiornare un mese.
LOMELLINA Nel resto dei centri del territorio le percentuali sono simili o più alte. Mortara si attesta al 18.2% (1497 immobili liberi), al di sotto dei dati medi per i comuni classificati come “cintura” (24.2%) e in linea con quelli delle zone pianeggianti, Cassolnovo è al 25% (994), Gambolò al 17% (851), Garlasco al 25.4% (1387), Cava Manara al 14.3% (482) – come San Martino (14.2%, 482) e in generale i municipi limitrofi a Pavia, la domanda è più alta e di conseguenza l’offerta trova soddisfazione con più facilità – Mede al 28.8% (1107).
Proprio spostandosi verso la Lomellina occidentale e sud-occidentale, nel cuore di un’area che Regione Lombardia considera “interna”, aumentano le case vuote
Galliavola ne ha addirittura libere più della metà, il 53.2% (75), così come Breme 51.1% (356) e Semiana 50.7% (103), quindi si trovano Langosco 49.5% (183), Valeggio 48.9% (85), Rosasco 48% (251), Cozzo 47.7% (159). Si tratta di comuni piccoli, ma è lecito chiedersi quali prospettive abbiano comunità in cui metà dei tetti non accolgono alcun residente.
QUALITA’ Inoltre a fronte di tanta abbondanza i prezzi si sono mantenuti abbastanza stabili negli ultimi anni, mentre al di là del Ticino il boom di Milano ha provocato un rialzo anche nell’Hinterland. Se in Provincia a dicembre 2023 (fonte Immobiliare.it) il prezzo medio di vendita è stato 1119 euro a metro quadro, con Pavia a 2205 euro, anche per la scarsità di offerta, e la cintura (Torre d’Isola, Certosa, San Genesio) sopra i 1500, in Lomellina i prezzi sono più bassi (con l’eccezione di San Martino a 1600 e Travacò Siccomario a 1400, trainati da Pavia, come in parte Cava Manara a 1300). A Vigevano ci si ferma a 1149 euro a metro quadro, a Gambolò, Garlasco, Gravellona, Zerbolò e Carbonara sotto i mille, altrove si scende decisamente: a Mortara a 742, a Cassolnovo 892, a Mede a 673. Se ci si avvicina al Sesia i prezzi crollano, ad esempio Rosasco (405), Langosco (239), Breme (418), Sartirana (494), Semiana (409), Gambarana (294) sono tutti a meno della metà di Vigevano, e non a caso sono anche tra i comuni in cui ci sono più abitazioni libere. Tuttavia qual è la qualità degli immobili in vendita? Nella città ducale basta impostare come filtro la classe energetica alta per vedere ridursi del 95% l’offerta. Forse è proprio questo il discrimine che frena la Lomellina dal divenire competitiva rispetto a una provincia di Milano dove il prezzo medio è 3695 euro a metro quadro, con Abbiategrasso appena sotto i 1900. Pochi chilometri – e il Ticino – per vedere i valori alzarsi anche di 700 euro. Chi sceglie Vigevano e la Lomellina sa di avere collegamenti precari e meno servizi, in cerca presumibilmente di una maggiore qualità della vita, a partire dalle pareti domestiche.
ITALIA Allargando lo sguardo all’Italia, nella penisola le case vuote sono 9.6 milioni su un totale di 35.3, il 27.2% ovvero più di una ogni quattro. Se il centro e il nord-est si fermano sotto la soglia di un quarto, il nord-ovest è appena sopra, mentre sud e isole lo sono in misura più consistente (43% e 34.9%). Le aree interne, in cui lo svantaggio socio-economico è maggiore, sono quelle più disabitate e di conseguenza quelle con più abitazioni senza occupanti: nei comuni periferici la media è del 47.9%, in quelli ultraperiferici del 56.3%, valori che come si è visto si ritrovano simili anche in Lomellina. Conta anche l’altimetria, in collina e in montagna sono di più le imposte chiuse.
Giuseppe Del Signore

