Vigevano vuole puntarci, in Lomellina ci pensano molti comuni e Torre Beretti è stato il primo in Provincia a farle diventare realtà.
Le Comunità energetiche rinnovabili stanno conquistando un ruolo di primo piano tra le strategie da adottare sia per ridurre il costo dell’energia sia per favorire la transizione verso fonti sostenibili.
Anche per questo la Cei è tra i primi soggetti che hanno individuato nelle Cer uno strumento efficace per uno sviluppo economico sostenibile, per il quale sono state elaborate delle prime indicazioni operative a partire dalla Settimana Sociale di Taranto del 2021. L’amministrazione comunale della città ducale ha aperto una manifestazione d’interesse indirizzata a tutti i cittadini, le imprese, le realtà sociali che sono interessate ad aderire e che si chiuderà a fine anno. Ma cosa sono le Cer, come funzionano e che ruolo possono giocare cittadini, imprese enti pubblici?
SISTEMA Di fatto si tratta di un insieme di soggetti alcuni dei quali producono e consumano energia e altri hanno il solo ruolo di consumatori, i primi chiamati “prosumer” e i secondi “consumer”. L’energia è prodotta potenzialmente da qualunque tipo di rinnovabile, ma nel caso specifico del territorio lomellino, considerando anche la scarsa ventilazione della pianura Padana, si tratta di sfruttare quella solare attraverso impianti fotovoltaici. La Cer è una forma di economia circolare che consente a tutti i soggetti coinvolti di conseguire un vantaggio, in quanto a regime riduce il costo della bolletta, contrasta la povertà energetica, risponde al cambiamento climatico, produce utili che possono essere divisi tra gli aderenti o reinvestiti per aumentare la coesione sociale. L’energia prodotta dagli edifici dotati di pannelli fotovoltaici è in parte autoconsumata e in parte convogliata nella rete esistente verso immobili, pubblici o privati, che ne sono sprovvisti. Non serve realizzare nuove infrastrutture di collegamento, perché si sfruttano quelle esistenti con l’unica condizione che tutti i membri della Comunità devono essere collegati alla stessa cabina elettrica primaria. Le altre condizioni sono che i singoli impianti non superino la potenza di un megaWatt e che non oltre il 30% degli impianti sia già esistente al momento della costituzione della Cer.

ITER Questa è un soggetto giuridico di diritto privato che può assumere la forma dell’associazione o della cooperativa ed è riconosciuta dal decreto legislativo 199/2021 (anche se mancano i decreti attuativi, attesi da mesi), pertanto è necessario avere uno statuto o atto costitutivo che preveda come oggetto sociale fornire benefici ambientali nonché economici o sociali a livello di comunità, che la partecipazione sia aperta e volontaria – con possibilità di ingresso e uscita in ogni momento – che ogni utente mantenga il diritto di scegliere il proprio fornitore, che i partecipanti abbiano titolo per aderire e che ci sia convergenza tra orari di produzione e orari di consumo. A livello operativo si ritiene fondamentale la presenza di soggetti, come il Comune o un’azienda, che siano in grado di condurre un’analisi tecnico economica del progetto.
PALALUCE E’ quello che Vigevano si appresta a fare nei prossimi mesi, su un ordine di grandezza diverso rispetto a Torre Beretti, perché l’ambizione è di produrre da 3 a 10 mW con un investimento che potrebbe essere tra i 3 e i 10 milioni di euro. Tra i soggetti interessati, oltre al Comune, anche Vipetrol, storica azienda del territorio cresciuta nel settore dei derivati del petrolio e che da tempo ha diversificato i suoi asset, guardando anche al campo dell’energia e della ricerca e sviluppo. L’ipotesi è di realizzare due Cer, una per ciascuna delle cabine primarie che servono la città, la prima sfruttando la superficie del palazzetto di via Gravellona e la seconda nell’area del quartiere di santa Maria. Chi è interessato, privato o impresa, pubblico o parrocchia, può già aderire alla manifestazione d’interesse inviando una pec all’indirizzo protocollovigevano@pec.it. In allegato occorre inviare la domanda compilata, un documento d’identità, i consumi tra 2017 e 2021 (si possono mandare le bollette o i quadri riassuntivi dei consumi annui), se già in possesso di impianto fotovoltaico documentazione che attesti la quantità di energia prodotta, consumata e immessa in rete.
Giuseppe Del Signore


