Comunità energetiche, Vigevano e la Lomellina ancora al palo. Il territorio non sembra in grado di cogliere l’opportunità delle Cer, che consentono di abbattere i costi energetici grazie all’autoconsumo dell’energia prodotta dalle singole “comunità”.
COSA SONO Le Cer sono costituite da un insieme di soggetti alcuni dei quali producono e consumano energia mentre altri hanno il solo ruolo di consumatori; i primi chiamati “prosumer” e i secondi “consumer”. L’energia è prodotta da qualunque tipo di rinnovabile, ma nel caso specifico del territorio lomellino si tratta di sfruttare quella solare attraverso impianti fotovoltaici. La Cer è una forma di economia circolare che consente a tutti i soggetti coinvolti di conseguire un vantaggio, in quanto a regime riduce il costo della bolletta, contrasta la povertà energetica, risponde al cambiamento climatico, produce utili che possono essere divisi tra gli aderenti o reinvestiti per aumentare la coesione sociale. L’energia prodotta dagli edifici dotati di pannelli fotovoltaici è in parte autoconsumata e in parte (quella in eccesso) convogliata nella rete esistente verso immobili, pubblici o privati, che ne sono sprovvisti. Non serve realizzare nuove infrastrutture di collegamento, perché si sfruttano quelle esistenti con l’unica condizione che tutti i membri della Comunità devono essere collegati alla stessa cabina elettrica primaria.
NIENTE CER PER VIGEVANO A Vigevano è rimasto tutto fermo al 2023, quando il Comune ha provato a muovere i primi passi per realizzarne due: una per ciascuna delle cabine primarie che servono la città, la prima sfruttando la superficie del PalaElachem di via Gravellona e la seconda nell’area del quartiere di santa Maria. Nonostante i confronti con esperti del settore, tra cui la fondazione “Domenico Romagnosi” di Pavia, e gli annunci fatti dall’amministrazione tra il 2022 e il 2023, il municipio non ha presentato domanda per il bando regionale Cer scaduto il 30 novembre, perdendo la possibilità di attingere a una parte dei 28 milioni messi a disposizione dalla Regione per sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili fino al 2027.
LOMELLINA PER DUE C’è più sensibilità in Lomellina. A Mortara l’amministrazione di Ettore Gerosa aveva provato a coinvolgere Vipetrol, ma il progetto non è mai partito a causa delle questioni politiche che hanno colpito la città dell’oca. Garlasco si sta muovendo, seppure a rilento, sempre a causa di tensioni all’interno della maggioranza, ora occupata a decidere del futuro della farmacia comunale. Al momento, nella terra del riso tra i Comuni che stanno ultimando o hanno portato a termine l’iter per realizzarle ci sono solo Tromello, Carbonara al Ticino e Sannazzaro: «Sicuramente la realizzeremo – spiega Federica Pasini, sindaco di Tromello – ci troviamo nella fase esecutiva con un soggetto. La Cer è una strada da percorrere per beneficiare di risparmi sui costi dell’energia elettrica, in quanto consente di attingere a incentivi messi a disposizione dal Gse (gestore dei servizi energetici). Visto il complesso momento storico che stiamo vivendo, è importante fare il possibile per garantire ai cittadini risparmi nel pagamento delle bollette». A Carbonara al Ticino la Cer esiste da due anni, ha come partner il gruppo tedesco Enpal ed è operativa. Anche a Sannazzaro la comunità energetica rinnovabile è già in vigore e conta su un centinaio di soci che hanno aderito.
Edoardo Varese


