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Continua ad aumentare il consumo d’alcol nella popolazione anche nel territorio di Vigevano e Lomellina. Sostanza acquistabile da tutti (nonostante il divieto per i minori) e i cui effetti sono spesso sottovalutati, l’alcol è spesso associato ad altre dipendenze.
ALCOLISMO «L’alcol è sempre presente tra la popolazione, il suo consumo è in costante crescita – spiega il dottor Salvatore Messina, responsabile del SerD di Vigevano in via Trieste – e stimola l’utilizzo di altre sostanze. Spesso vi è una correlazione tra disturbo di alcolismo, associato ad assunzione di sostanze stupefacenti, quali cannabis e soprattutto cocaina». Una comorbilità non solo legata all’uso di droghe, ma anche ad altri tipi di dipendenze.
Anche chi soffre di dipendenza da gioco d’azzardo di frequente ha un disturbo da uso di alcol – prosegue Messina – Una bivalenza causata proprio dal fatto che l’alcol crea ancora più disinibizione nel soggetto, portandolo a consumare sempre più sostanze alcoliche e a continuare nel gioco.
PERCEZIONE Anche perché la consapevolezza spesso è scarsa. «Nella stragrande maggioranza dei casi, le persone che hanno dipendenze di qualsiasi genere non hanno la percezione del rischio. Non si rendono conto che il loro disturbo li sta portando alla deriva. Nel caso specifico dell’alcol, questa sostanza diminuisce la percezione del rischio, disinibendo il soggetto. Non diverso per la cocaina, droga che fa sentire chi l’assume un “super uomo”, togliendo ogni percezione di rischio». Una serie di effetti che hanno una breve durata e che, di conseguenza provoca un uso sempre più massiccio. Ma la scarsa percezione del problema non fa solo parte dei soggetti con dipendenza. «Anche tra la popolazione generale vi è poca consapevolezza dell’alcol quale problema – spiega Messina – Capita a molti di bere un bicchiere di vino a pranzo, uscire dopo lavoro e bere un cocktail alcolico con i colleghi e magari trovarsi la sera con gli amici per una birra. Queste persone non sono dipendenti dalle sostanze alcoliche, ma comunque nel corso del giorno fanno un uso eccessivo di alcol. Basti pensare che nell’uomo la normalità si attesta intorno ai due bicchieri di vino al giorno, mentre nella donna uno». Seppur non consumate insieme, nel corso della giornata superano la dose consigliata.

AIUTO Una poca consapevolezza e presa di coscienza del problema che, nel caso dei soggetti con disturbo da sostanze, rende più difficile chiedere aiuto o rivolgersi ai centri di cura. «Spesso sono amici e parenti a spingere i loro cari con dipendenze a rivolgersi al SerD, ma non sempre è così – dichiara il responsabile – Capita che i diretti interessati vengano anche da soli perché dentro di loro hanno percepito che c’è un problema da risolvere al più presto. Vi è quindi un comportamento bivalente: da un lato il paziente chiede aiuto, ma dall’altro pensa ancora di potercela fare da solo». Una prima fase fondamentale che si affronta al SerD è proprio il far scattare la scintilla del cambiamento.
La parte iniziale di qualsiasi percorso terapeutico, che è anche la più difficile, è proprio quella in cui si cerca di creare la motivazione a cambiare – spiega Messina – Un percorso che è possibile grazie a un percorso multidisciplinare, dove una rete di specialisti collabora per il bene del paziente.
DATI Punto di riferimento per tutto il territorio di Vigevano e della Lomellina, il SerD accoglie ogni anno persone affette non solo dipendenza da alcol e droga, ma anche coloro che devono fare i conti con la ludopatia. «A rivolgersi al centro sono sempre più gli uomini, che si attestano intorno ai 567 pazienti – conclude Messina – dato ben maggiore rispetto alle 167 donne che si sono rivolte al Serd». Per quanto riguarda invece le fasce d’età, «quella tra i 30 e i 50 anni è sicuramente la più significativa; mentre i soggetti dai 15 ai 29 anni rappresentano il 14% dei casi». Dato positivo rappresentato dal «5% dei pazienti Gap ovvero del Gioco d’azzardo patologico, per cui nello scorso 2023 si sono rivolti al Serd 38 pazienti. Sinonimo che lo sportello dedicato alla ludopatia in viale Montegrappa sta intercettando sempre più pazienti “sommersi”».
Rossana Zorzato

