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La società civile lomellina porta avanti le quattro parole chiave individuate dalla “Riflessione” per interpretare il fenomeno migratorio sul territorio: integrazione, promozione, protezione, accoglienza. Sono i principi che animano ad esempio l’operato delle associazioni “Ero forestiero” e “Oltremare”.
PERSONE “Integrazione” è la parola-chiave che caratterizza l’impegno di “Ero forestiero”. «Ci siamo sempre occupati di promuovere l’alfabetizzazione per gli stranieri adulti – spiega la volontaria Paola Carnevale Schianca, insegnante – ma con l’emergenza della guerra in Ucraina abbiamo aperto anche ai bambini, perché è difficile gestire una classe multilingue. Ogni anno circa 80 persone si rivolgono a noi per i corsi ospitati nei locali di San Pietro Martire. Ma gli spazi sono stretti e i volontari sono pochi, circa una decina».
Per fortuna tra loro ci sono due nostri ex assistiti: una signora peruviana che ci aiuta con gli immigrati dell’America Latina e un egiziano che conosce la lingua araba. Poi ci sono gli studenti del triennio del liceo Cairoli che seguono uno stage di 15 giorni ogni anno.
L’associazione si impegna anche a promuovere percorsi di utilità sociale e diffusione di informazioni per il positivo inserimento degli stranieri sul territorio, con riferimento a tutto ciò che riguarda i loro diritti e doveri e le opportunità offerte dalle istituzioni o altri enti. L’attività, caratterizzata da una logica formativa e non assistenziale, è svolta fondandosi sul principio dell’accoglienza e partendo dalla persona.
DIREZIONE GIUSTA “Oltremare” ha operato in questi trent’anni soprattutto sul versante dell’accoglienza e della promozione. In tema di accoglienza, gestisce uno sportello di segretariato sociale che si occupa di espletare l’iter di richiesta di vari documenti come permessi di soggiorno, lavorativi, ricongiungimento familiare; fa accompagnamento presso strutture sanitarie per visite e cure mediche, assistenza nella ricerca di casa e lavoro, fornisce aiuto in caso di presenza di persone con disabilità in famiglia. Sul piano della promozione linguistica e culturale, Oltremare realizza corsi in una decina di lingue europee ed extraeuropee grazie all’opera di mediatori di provata esperienza e attività di aiuto allo studio delle discipline scolastiche con il supporto di diversi volontari. «Il testo pubblicato dalla diocesi di Bergamo – commenta la presidente Iole Savioli Barettoni – è opportuno e interessante in tutte e quattro le parole chiave, in un tempo in cui l’integrazione dovrebbe essere ormai un fatto acquisito e invece presenta ancora molte criticità. Apprezziamo l’impostazione complessiva del documento, che parla anche di questione abitativa e lavorativa, oltre che culturale. In particolare è degna di essere sottolineata la proposta di tavoli interistituzionali stabili sul tema dell’integrazione per raccogliere bisogni e costruire percorsi comuni con le comunità straniere. Esperienza che sul nostro territorio non è mai stata fatta».
Davide Zardo

