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L’aria di Vigevano e Lomellina è meno inquinata. Il 2023 potrebbe chiudersi con i dati migliori degli ultimi undici anni per la concentrazione di polveri sottili in atmosfera. In questo caso il cambiamento climatico produrrebbe un effetto positivo.
NUOVO REGIME L’aumento medio della temperatura, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, ha prodotto come risultato un’accensione ritardata o per un periodo più limitato degli impianti di riscaldamento, che per legge dovrebbero essere accesi un massimo di 15 ore giornaliere e non superare i 19 gradi, con 2°C in più di tolleranza fino a un massimo di 21. Nonostante quanto stabilito e ribadito dalle ordinanze dei comuni – che addirittura a Vigevano vedono una riduzione delle ore giornaliere a 13 e in generale fissano il periodo d’accensione dal 15 ottobre al 15 aprile – è impossibile effettuare un controllo, quindi il rispetto delle indicazioni è demandato in toto al senso civico dei cittadini. Senza dimenticare che stufe e termosifoni contribuiscono per il % alle emissioni di smog.
MEDIA ALTA Più del civismo nel 2023 ha potuto il termometro: secondo le rilevazioni di Arpa Lombardia in ottobre l’anomalia è stata di +2°C a livello regionale, di +3°C considerando le aree di pianura e nel nord Italia anche per i prossimi mesi si attendono temperature che si manterranno superiori alla norma quanto meno fino a marzo. Si tratta di un incremento già superiore ai fatidici 2 considerati la soglia limite dell’accordo di Parigi. Anche per quanto riguarda le precipitazioni ottobre è stato superiore alla norma «fino a +90mm sulla fascia alpina, prealpina e sull’Oltrepò pavese. La pianura centrale e occidentale presenta invece anomalie negative (fino a -90 / -60 mm)». Nel medio termine dicembre e marzo dovrebbe essere nella norma, gennaio e febbraio superiori.
SOTTO TONO Anche la pioggia ed eventualmente la neve danno un contributo alla diminuzione della concentrazione di polveri sottili nell’aria, un fatto che si riflette nei dati rilevati dalle centraline Arpa. A Vigevano la media del PM10 a oggi è di 25.2 microgrammi al metro cubo (-20.5% sul 2022), a Parona di 24.4 (-25.6%), a Sannazzaro di 24.2 (-14.8%), mentre per il PM.25 la città dell’offella segna 15.8 (-30.7%) e quella della raffineria 16.0 (-20%). E’ vero che per il 2023 manca ancora dicembre ma, considerando lo stesso periodo, l’anno scorso Vigevano segnava 31.2, Parona 32.1 e 22.1 per il PM2.5, Sannazzaro 27.7 e 19.2, in tutti i casi valori più alti. Anche confrontando il triennio si nota un miglioramento tra il 2019-2021, il 2020-2022 e il 2021-2023, ma non rispetto al 2018-2020, che presenta un valore medio più basso. Inoltre occorre precisare che, benché lo smog nel 2023 sia sotto le medie degli anni precedenti, si tratta di concentrazioni ben al di sopra di quelle indicate dall’Oms, secondo cui non bisognerebbe superare i 15 microgrammi al metro cubo di media annuale per il PM10 e i 5 per il PM2.5, il più pericoloso in quanto più “piccolo”: Vigevano oltrepassa la soglia del 68%, Parona del 62.7% e del 216% per il PM2.5, Sannazzaro del 61.3% e del 220%.
COVID Questo senza dimenticare che non esiste un valore soglia al di sotto del quale le polveri sottili non sono nocive per la salute, causando tumori, malattie respiratorie, cardiovascolari, con una stima di circa 53mila morti all’anno nella sola pianura Padana, riducendo l’aspettativa di vita di almeno un anno. Del resto sempre più studi indicano una correlazione anche tra Covid-19 e inquinamento atmosferico: l’ultimo è stato presentato da Enea e Università di Roma Tor Vergata e ha rilevato da un lato la presenza del Sars-Cov-2 in almeno il 50% dei campioni raccolti a Bologna nell’inverno 2021 e dall’altro lato la capacità della proteina Spyke di legarsi al particolato. Non a caso proprio Lombardia e Veneto, con la loro collocazione nel centro dell’area con l’aria più inquinata d’Europa, sono state le due regioni italiane più colpite dal coronavirus, tanto che già nel 2020 la Società italiana di medicina ambientale ipotizzava un legame tra questo e lo smog.
Giuseppe Del Signore


