La Cei invita a votare «per il bene comune del nostro Paese»

Nessuna indicazione di voto, ma l’invito a un’accorata partecipazione. Dopo le polemiche sull’introduzione del suo presidente, il cardinale Matteo Zuppi, la Conferenza episcopale italiana invita i cittadini a non disertare le urne in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, senza «entrare nel merito con indicazioni di voto». Un richiamo, quello dei vescovi, che verte soltanto sulla partecipazione e una scelta consapevole, maturata dopo un’adeguata informazione sui contenuti della consultazione.

LA POLEMICA Lo scorso gennaio, durante il Consiglio Permanente, Zuppi ha richiamato il «clima generale di disimpegno» che spesso accompagna le consultazioni elettorali e ha sottolineato la necessità di una presenza responsabile dei cittadini nella vita pubblica.

Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese

ha affermato, invitando ad andare a votare dopo aver compreso «la posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società». Nel suo intervento il cardinale ha però richiamato anche l’importanza dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, «preziosa eredità lasciata dai padri costituenti» e il valore dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, elementi fondamentali per garantire un processo giusto. Affermazioni che hanno scatenato non poche polemiche dal fronte del “Sì”.

RIPARI Ragion per cui la Cei ha poi chiarito di non voler entrare nel merito delle diverse opzioni referendarie. Una posizione che è stata spiegata dal direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, Vincenzo Corrado. «La Conferenza Episcopale Italiana non è entrata nel merito della questione con indicazioni di voto – spiega Corrado –  ma ha espresso un forte invito alla partecipazione, sollecitando una corretta informazione per una scelta consapevole e sempre nel segno del bene comune». Si tratta infatti di una materia definita «opinabile» dal diritto canonico, nella quale non è possibile presentare una singola posizione come dottrina della Chiesa.

OPINIONI Tuttavia nel mondo cattolico le sensibilità restano diverse. Alcune realtà dell’associazionismo sembrano orientarsi verso il “No”. È il caso dei gesuiti della rivista Aggiornamenti sociali, secondo cui la separazione dei poteri prevista dalla Costituzione rappresenta «un valore troppo fondamentale per rischiare di metterlo in pericolo». Anche l’Azione Cattolica ha insistito sull’importanza della partecipazione, esprimendo però preoccupazione per il rischio che una materia così delicata diventi terreno di divisione piuttosto che occasione di confronto. Sul fronte opposto si colloca invece il network di associazioni “Ditelo sui tetti”, che riunisce numerose realtà di orientamento conservatore e che sostiene con decisione il “Sì”. Secondo i promotori, in alcuni ambiti la magistratura avrebbe oltrepassato il proprio ruolo interpretativo rispetto alla funzione legislativa del Parlamento. Un panorama articolato che riflette la pluralità del mondo cattolico italiano.

Rossana Zorzato 

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