Essere pietre vive, uniti a Cristo, per non scoraggiarsi e per avere «uno sguardo animato dallo spirito della fede, che aiuti a leggere la realtà in modo più profondo».
CHIESA VIVA L’omelia del Papa nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro ha preso spunto dalla bellezza di un monumento per arrivare a esplorare l’architettura dello spirito, rispondendo alla domanda «Come possiamo oggi, qui a Pavia, essere una Chiesa viva?». Essenziale il riferimento a una lettera dell’apostolo Pietro: «Cristo è il fondamento dell’edificio spirituale, è la pietra angolare alla base del nostro cammino ecclesiale, dell’agire pastorale e dell’evangelizzazione. Questo essere costruiti e costruire in Cristo ci preserva dal rischio di disperderci e affaticarci in cose secondarie, magari buone, ma che non vanno all’essenziale».
L’ESSENZIALITÀ DI CRISTO Un concetto già espresso dal vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, e ripreso dal pontefice: «L’essenziale è vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo è ciò che ci deve stare a cuore». L’adesione a Cristo, pietra angolare, permette anche di affrontare le problematiche relative alla trasmissione della fede e alla pratica religiosa. «C’è sempre più bisogno, oggi, di accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede. Perciò, bisogna annunciare il nucleo del Vangelo, cioè Gesù, che nella sua incarnazione, morte e risurrezione ci rivela il mistero di Dio e al tempo stesso il mistero che siamo noi stessi». Illuminante la figura di Sant’Agostino, che ricorda «il valore e il primato dell’interiorità». Quando la testimonianza di fede è coerente e appassionata «noi stessi diventiamo “pietre vive” che compongono l’edificio spirituale che è la Chiesa». E come tali
siamo chiamati a essere Chiesa ben radicata nel territorio, Chiesa che cammina in mezzo alle fatiche e alle speranze della gente, esperta nell’arte di ascoltare e accompagnare, curando le relazioni con le famiglie, con chi si prepara a ricevere i Sacramenti e con chi si affaccia saltuariamente o è lontano dalla fede.
PASSIONE DA COLTIVARE Una passione pastorale che papa Leone ha invitato a coltivare «senza scoraggiarvi, cercando di raggiungere tutti con la gioia del Vangelo, valorizzando il meglio della vostra storia – pensiamo agli oratori – e sperimentando nuove possibilità di incontro». Leone XIV ha auspicato una particolare cura alle «piccole comunità che si incontrano nelle case intorno al Vangelo, aperte al servizio della comunità parrocchiale o pastorale. L’ascolto della Parola genera vivacità spirituale, stimola la testimonianza negli ambienti di vita, anche attraverso i movimenti e le associazioni, spinge a farsi prossimi dei poveri». Il Papa ha poi sottolineato l’importanza della pastorale universitaria e del dialogo con la cultura: «Lo studio e l’elaborazione scientifica spronano i credenti a pensare una proposta di fede capace di illuminare la ricerca di verità, di giustizia e di bellezza che muove l’animo umano». Infine un accenno allo stile sinodale nella vita comunitaria delle parrocchie con nuove iniziative di evangelizzazione, «imparando sempre più a camminare insieme, nel comune discernimento ed elaborando progetti condivisi, coltivando la fraternità e promuovendo la corresponsabilità».
Davide Zardo

