Invecchiare attivamente unendo non solo diverse generazioni, ma riscoprendo legami, radici e senso di appartenenza. È questa la visione al centro dell’incontro “GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro”, tenutosi giovedì 5 giugno all’auditorium san Dionigi di Vigevano, promosso da Regione Lombardia con il coinvolgimento di enti, associazioni e istituzioni locali tra cui la Diocesi di Vigevano e la Caritas diocesana.
INTERGENERAZIONALE Una delle province più “anziane” della Lombardia, Pavia diventa così un laboratorio d’innovazione sociale, con iniziative diverse che hanno l’obiettivo di fornire un incentivo ai giovani che si impegnano nel volontariato agli anziani e di coinvolgere questi ultimi per non abbandonarli a reti sociali che, con l’età, tendono a diventare più fragili e più ridotte, fino a diventare solitudine. Per questo la Regione ha attivato un fondo di circa 450mila euro, di cui 110mila cofinanziati dagli enti coinvolti, che coprirà parte dei costi per l’affitto di qui giovani che si impegneranno in «azioni di volontariato», come l’accompagnamento a teatro o a visite mediche o a un’attività ricreativa. «Abbiamo ascoltato il territorio e ci siamo accorti che la società è cambiata – ha spiegato l’assessore regionale a Famiglia e Solidarietà sociale Elena Lucchini – L’invecchiamento della popolazione e la denatalità richiedono risposte concrete. È bello invecchiare restando in salute, fa bene agli individui e alleggerisce il sistema sanitario».

CARITAS Non solo assistenza, ma anche partecipazione attiva, questa la chiave per unire due generazioni. «Il nostro territorio ha visto la fatica delle famiglie in modo molto evidente – spiega don Moreno Locatelli, direttore della Caritas diocesana – Con i progetti Welfare Family e Welfare Net cerchiamo di offrire un sostegno concreto, lavorando in sinergia con Ats, Asst e tutto il comparto sanitario. La sfida è far arrivare il servizio a chi ne ha davvero bisogno, abbattendo barriere e pregiudizi». A offrire uno sguardo valoriale il vescovo di Vigevano, mons. Maurizio Gervasoni che racconta come «il cuore della comunità cristiana è la carità. I nonni oggi rappresentano un tesoro prezioso, colmano l’assenza dei genitori, trasmettono modelli educativi e aiutano a riscoprire il senso del prendersi cura. E in questo la Chiesa vuole contribuire alla costruzione di comunità accoglienti, in cui ciascuno si senta parte viva». Un progetto affinché
gli anziani, liberi dalla logica della produzione, possano insegnarci a vivere bene insieme.
PROGETTI Un’attenzione alla popolazione più anziana data anche dal comune di Vigevano. In questo Il progetto “Connessioni di vita” incarna questa visione. «Il concetto chiave è la connessione – ha spiegato il responsabile del progetto, Guido Cargnoni – In rete con il terzo settore, lavoriamo per mettere al centro l’anziano e favorire la sua inclusione, anche con supporto psicologico. Non si tratta solo di cura, ma di coinvolgimento attivo nella quotidianità, valorizzando esperienze e competenze». Un’esperienza che si estende a diversi comuni lomellini, tra cui Vigevano, Garlasco, Cassolnovo, Mede e Mortara, con oltre 600 interventi tra ascolto, accompagnamento e promozione dell’invecchiamento attivo. Un impegno rivolto anche ai giovani, per cui «lo scambio tra generazioni produce benessere e rafforza le comunità». Spesso visti come un peso per la società, gli anziani sono un punto fermo da cui ripartire. «È giusto puntare sugli anziani come figura di riferimento – conclude Ceffa – coinvolgendoli in percorsi di socializzazione che mettano in rete le generazioni».
Rossana Zorzato

