Fase 2 e trasparenza, cambio di passo per Regione e Ats?

La gestione dei dati sarà fondamentale per valutare l’impatto della fine del lockdown ed evitare una seconda ondata di contagi. Finora Regione Lombardia e le Ats hanno adottato un atteggiamento opaco, senza condividere con la cittadinanza né con gli amministratori locali tutti i dati disponibili, come è stato segnalato da più parti a livello lombardo e a livello pavese dall’Associazione giornalisti “Rolandi”,

ma il protocollo approvato il 7 maggio prevede una sezione apposita dedicata a «sistemi output/esposizione delle informazioni» in cui si fissano le regole per la fase 2. In particolare entreranno in gioco due «cruscotti», uno per i cittadini e uno per la sorveglianza.

“OPENDATA” Il primo in realtà esisterebbe già, una mappa aggiornata ogni giorno che è possibile consultare dal sito della Regione. Il problema è che l’unica informazione fornita su questa piattaforma è il numero complessivo dei contagiati. Null’altro. All’inizio dell’epidemia qualche informazioni in più si trovava, con indicazioni a livello di singola città, ma era un errore e infatti si trovavano anche dati sensibili su chi aveva fatto il tampone. Come evolverà uno strumento fin qui inutile? «Si prevede – recita il protocollo – di far evolvere tale strumentazione coerentemente con le necessità di analisi specifiche per la fase 2». Quando e come chissà.

sede Regione Lombardia
sede Regione Lombardia

PANNELLO DI CONTROLLO Il secondo cruscotto «sarà reso disponibile» per gli addetti ai lavori, cioè i soggetti impegnati nella sorveglianza. Saranno riportate informazioni su singoli casi, contatti avuti dai pazienti e componenti dei nuclei familiari, gestione a opera del medico di famiglia o altro competente, nonché la «localizzazione territoriale» e la possibilità di aggiungerne altre. Si prevede anche di inserire un «ambiente di analisi delle dinamiche e dei fenomeni complessivi a livello di sorveglianza epidemica», indicando la situazione per «quartiere, comune, Ats, provincia».

Uno strumento sulla carta potente e simile a quello che il Veneto ha adottato dall’8 marzo, che sarà accessibile anche per i sindaci e proprio i primi cittadini potrebbero essere protagonisti di un gesto di trasparenza nei confronti della cittadinanza.

Sistema informativo sorveglianza Covid
la “mappa” del sistema informativo per la sorveglianza Covid-19

RACCOLTA Ma è possibile che la Regione riesca a gestire «l’elaborazione di una mole considerevole di dati, allo stato non aggregati», come spiegava Ats di Pavia all’Araldo in risposta alla richiesta di accesso agli atti presentata il 16 aprile? Sì perché questi dati aggregati ci sono sin dalla fase 1, del resto erano necessari per gestire l’epidemia e lo stesso protocollo della Regione precisa la loro disponibilità, indicando i «sistemi e flussi alimentanti», tra cui «flusso laboratori», «flusso ricoveri», «flusso posti letto», «database COVID-19» (il motore principale del sistema di sorveglianza, che raggruppa tutti i dati degli altri sistemi e le elaborazioni di questi), tutti aggiornati ogni giorno e almeno il secondo e il terzo consultabili dalle singole Ats (con tipo di degenza, esito e risorse occupate). A questi si aggiungerà il «flusso pronto soccorso» e sarà automatizzato il «flusso verso l’Istituto superiore di sanità».

Gds

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