Giornata senza tabacco, cresce tra i giovani l’allarme per le sigarette elettroniche  

Ogni anno in Italia si stimano circa 93mila morti attribuibili al fumo di tabacco e più di 8 milioni in tutto il mondo. Una percentuale altissima tanto che l’Unione Europea considera il consumo di tabacco come il più grande fattore di rischio di salute, con conseguenze dirette anche per la salute dei non fumatori. Ragion per cui si celebra la Giornata Mondiale senza tabacco questo 31 maggio. Un’occasione per ricordare la dannosità non solo del fumo di sigaretta, ma anche di tutti quei prodotti come la sigaretta elettronica.

E-CIG Spesso presentata come alternativa meno dannosa per smettere di fumare, anche la sigaretta elettronica può provocare dipendenza e i dati scientifici più recenti invitano alla prudenza, soprattutto tra i più giovani. Le e-cig in particolare modo stanno conoscendo una diffusione sempre maggiore grazie a design accattivanti, aromi dolci e campagne commerciali che le fanno apparire innocue. Un’immagine che rischia di essere fuorviante. Una sigaretta elettronica è composta da un serbatoio che contiene il liquido da nebulizzare, da un atomizzatore che lo riscalda e da una batteria che alimenta il dispositivo. All’interno degli e-liquid possono essere presenti nicotina, glicerolo, glicole propilenico, aromatizzanti e acqua. Quindi la nicotina non è sempre contenuta, ma quando è presente può raggiungere concentrazioni elevate e provocare dipendenza. «L’idea che la sigaretta elettronica sia innocua è sbagliata e pericolosa – spiegano dall’Asst di Pavia – Anche se non produce catrame e monossido di carbonio come la sigaretta tradizionale, durante il processo di vaporizzazione si sviluppano sostanze tossiche e cancerogene». Tra queste figurano formaldeide, acetaldeide e acroleina, composti riconosciuti tra i principali responsabili delle malattie fumo correlate.

PREOCCUPAZIONE Le preoccupazioni riguardano soprattutto i ragazzi. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, il 56% degli adolescenti tra gli 11 e i 13 anni ha già provato una sigaretta elettronica. «L’abbassamento dell’età di avvicinamento al fumo rappresenta un campanello d’allarme importante – sottolineano dall’azienda – anche perché molti genitori continuano a considerare questi dispositivi meno rischiosi». E diversi studi internazionali hanno inoltre evidenziato la presenza di metalli pesanti negli e-liquid. L’uso esclusivo delle e-cig riduce l’esposizione al cadmio, ma non a sostanze tossiche come nichel, piombo e cromo. Così come una ricerca del National Institutes of Health ha poi rilevato un aumento del 19% del rischio di insufficienza cardiaca tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche rispetto ai non fumatori. Ma altri effetti riguardano anche la sfera sessuale. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, condotto su 25 mila uomini, ha evidenziato un aumento significativo della disfunzione erettile tra i consumatori di e-cig con nicotina. In Italia i fumatori di sigaretta elettronica sono circa un milione e 300 mila e di questi l’85.6% utilizza sia le e-cig sia le sigarette tradizionali. «Questo dato – conclude l’Asst di Pavia – dimostra come la sigaretta elettronica difficilmente rappresenti uno strumento efficace per smettere di fumare».

Rossana Zorzato

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