Inchiesta – Le cifre del virus 4/ Albonese Breme e gli altri: il contagio nei piccoli comuni

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Viaggio de L’Araldo nell’epidemia in provincia di Pavia. Il racconto di Albonese, Breme, Gropello Cairoli e Zavattarello. Servizi a cura di Davide Zardo, Mauro Depaoli, Giuseppe Del Signore (ha collaborato Giorgio Giuliani)

1. Albonese

Albonese - palazzo Grocco
palazzo Grocco (Albonese)

Albonese da questa settimana è il comune con l’impatto più forte del Sars-CoV-2 in provincia di Pavia. Il sindaco Andrea Bazzano riferisce di18 casi totali comunicati ufficialmente da Ats e così suddivisi: 5 decessi, 11 quarantene a domicilio, 2 ricoveri in ospedale. Si tratta di un numero di casi che determina un’incidenza di 33.8 casi ogni mille abitanti, fermo restando che i residenti del municipio lomellino sono 532 (dato Istat novembre 2019) e che quest’ultimo non è iscritto all’Anpr, perciò non è possibile confrontare i morti della prima parte del 2020 con quelli dello stesso periodo del 2019. Nessuna notizia neppure dalla direzione della casa di riposo “Villa Enrica”, con cui non è stato possibile parlare e dove lavorava come animatore il diacono Piermario Zorzato (42 anni, di Cassolnovo), deceduto all’istituto clinico Beato Matteo di Vigevano dove era stato ricoverato nelle scorse settimane con i sintomi del coronavirus. Ma il dossier raccolto da Funzione Pubblica Cgil conta 10 decessi su 75 ospiti nel 2020, il 13.3%.

Dz, Gg

2. Breme

Breme - cripta
La cripta di Breme

A Breme ci sono stati 4 casi di Coronavirus, con una prevalenza di 5.5, tra le più basse in Lomellina. Eppure i morti sono cresciuti del 1000% rispetto al periodo 1 marzo / 4 aprile del 2019. «Un paziente era risultato positivo al tampone ed è morto un mese fa – spiega il sindaco Francesco Berzero – un altro sulla carta ha la residenza in paese, ma di fatto non abita più qui da anni, mentre altri due hanno contratto il virus mentre visitavano altre persone in ospedale, ma ora sono in via di guarigione». Tuttavia nel paese non si ha la misura del contagio perché non è stato fatto nessun tampone e quindi nessuno sa se e quanti malati ci siano davvero. «Alcuni abitanti hanno fatto il test sierologico a Robbio e Castello d’Agogna, si spera adesso in questo nuovo siero disponibile del 21 aprile per medici e infermieri». Nel frattempo i decessi sono passati da 1 a 11 e anche nella casa di riposo “Don Ferrandi” c’è stata una crescita sospetta, con 12 deceduti da gennaio a marzo. «Ma non possiamo dire se si trattasse di Covid o di altro, erano anziani e avevano altre patologie. Rispetto all’anno scorso è un numero più alto, ma se alcune persone fossero mancate il 31 dicembre anziché ai primi di gennaio adesso saremmo in un’altra statistica».

Dz, Gds

3. Gropello Cairoli

Pio Istituto Sassi di Gropello
Pio Istituto Sassi di Gropello Cairoli

A Gropello Cairoli complessivamente sono stati 32 i casi di positività al Covid-19, con una prevalenza di 7.2. «Nell’ultima settimana – spiega il sindaco Chiara Rocca – abbiamo registrato il decesso di 8 nostri concittadini». Nel frattempo l’amministrazione comunale sta distribuendo a chi ne ha diritto, in base agli indici Isee e alla situazione famigliare determinata dalla situazione di emergenza, i buoni spesa a una cinquantina di famiglie. «Sono stati distribuiti – va avanti la guida della giunta gropellese – anche pacchi alimentari consegnati grazie all’impegno dei nostri volontari, che stanno svolgendo un ottimo lavoro». Da prendere in considerazione anche la situazione della casa di riposo. L’istituto “Pio Edoardo Sassi”, Fondazione ex Ipab convenzionata con l’Ats che ha la disponibilità di ricezione sino a 85 ospiti, come in molte realtà per la cura di pazienti della terza e della quarta età ha registrato dall’inizio dell’emergenza coronavirus un numero notevole di morti. «In totale – mette a fuoco Rocca – sono stati 27 i decessi avvenuti in Rsa. Sono stati adottati tutti i protocolli necessari per il contenimento dell’epidemia. Attualmente sono stati effettuati tamponi ad alcuni operatori sanitari a casa in malattia e ad anziani all’interno della Rsa. I dati precisi non possono essere forniti per la tutela della privacy. Comunque la condizione generale è costantemente tenuta sotto controllo e ci confrontiamo quasi quotidianamente con la direzione dell’ente e con il presidente Paolo Franchini».

Md

4. Zavattarello

Zavattarello
Zavattarello (da Flickr)

Zavattarello, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, corona della Val Tidone. Zavattarello, 987 residenti e 32 contagi di Sars-CoV-2. Zavattarello, +1600% morti nel confronto tra il 1 marzo / 4 aprile del 2019 e lo stesso periodo del 2020. La «perla verde dell’Oltrepò» è il simbolo dell’epidemia pavese, il comune con la seconda prevalenza più alta del coronavirus in provincia, 32.4, più di Codogno, Alzano o Nembro: nel 2019 era morta un’unica persona nell’intervallo considerato dall’Istat, nel 2020 ne sono scomparse 17, 11 uomini e 6 donne, di cui l’88.2% over65. La Cgil, nel suo dossier sulle case di riposo pavesi, registra 14 decessi su 37 ospiti, il 37.8%, anche se non è possibile stabilire quanti di questi a causa del Covid-19.

Gds