Parte la campagna vaccinale 2025/2026, ma mancano all’appello ancora molti lotti di vaccini. Se dallo scorso mercoledì 1° ottobre la campagna vaccinale è iniziata presso i centri territoriali dell’Asst di Pavia, non si può dire che sia partita a gonfie vele negli studi dei medici di medicina generale, molti dei quali stanno ancora aspettando la consegna di tutte le dosi richieste.

DISAGIO «Come ogni anno ci ritroviamo a far fronte agli stessi disagi – commenta il dottor Luca Bellazzi, medico di medicina generale – Sicuramente anno dopo anno certi aspetti migliorano, ma resta il fatto che tutto quello che è stato ordinato non è ancora arrivato per molti medici. Una vergogna tenendo conto che la campagna è iniziata già dal 1° ottobre». Una disorganizzazione che, oltre a essere una mancanza verso i pazienti, mette ulteriormente in difficoltà il lavoro dei medici. «È difficile riuscire a organizzarsi al meglio e per apparare questi disagi spesso è necessario predisporre un’attività al di fuori della pratica normale – continua Bellazzi – Io, ad esempio, aggiungerò tre sabati mattina del prossimo mese al mio orario per poter vaccinare. Tre sabati che nessuno mi pagherà, il tutto correndo dietro a lotti e lotti di vaccini che devono ancora essere consegnati».
ATTENZIONE Una necessità, quella di vaccinare in largo anticipo, legata a una questione medica che viene però ostacolata da una disorganizzata burocrazia. «Sebbene il picco dei casi si registri dalla metà di dicembre a gennaio, è importante vaccinarsi in questo periodo proprio per evitare di incorrere in altre forme di virus respiratorio – commenta la dottoressa Marina Leidi, epidemiologa – Se si ha una malattia febbrile, diversa dall’influenza e in fase acuta, bisogna posticipare la somministrazione del vaccino».
Il senso di aver anticipato la campagna vaccinale è proprio quello di offrirla nel momento in cui la popolazione è per la maggior parte sana, non ancora interessata da queste forme che sono simil influenzali.
CRITICITÀ Un percorso di prevenzione da somministrare non solo alle persone fragili e immunodepresse, come over 65 e donne in gravidanza, ma a tutta la popolazione, viste le criticità degli scorsi anni. «Dalle informazioni emerse dall’altro emisfero, il prossimo virus influenzale avrà una gravità media – continua Leidi – e sebbene siano da escludere forme di gravità particolarmente elevata, ciò non significa che bisogna abbassare la guardia». Per questo il vaccino rimane lo strumento più efficace, anche se spesso a farla da padrone sia proprio l’esitazione vaccinale, soprattutto nei soggetti più interessati. «Il numero di persone che si vaccinano è ancora insufficiente per garantire un’immunità di gregge – continua l’epidemiologa – ma negli ultimi anni sto notando da parte dei pazienti un maggiore interesse nella cultura della prevenzione. Basti pensare che sta aumentando la domanda vaccinale nei bambini, ma anche nei giovani adulti». Diverso invece nei soggetti più anziani dove «la copertura vaccinale degli over 65 registra valori di copertura ancora troppo bassi, in particolar modo in alcune aree della nostra provincia – conclude Leidi – sinonimo che è necessario migliorare dal punto di vista comunicativo».
Rossana Zorzato

