L’accelerazione di settembre non c’è stata. Anzi, la campagna vaccinale nelle ultime settimane ha registrato una battuta d’arresto in provincia di Pavia e a livello regionale.
Se ad agosto erano state somministrate oltre 20mila prime e oltre 40mila seconde dosi, in settembre queste si sono ridotte a poco più di 17mila e a circa 33mila.
Con la conclusione delle vacanze estive non si è avuto quell’aumento di vaccinazioni atteso dopo la flessione di agosto. Nel territorio pavese il 76.3% dei residenti ha iniziato il percorso d’immunizzazione e il 67.2% lo ha concluso, dati entrambi inferiori a quelli medi della Lombardia, che si attesta rispettivamente al 76.6% e al 69.7%, e che pongono Pavia all’ultimo posto; se si guarda alla popolazione target – quanti volendo potrebbero vaccinarsi, escludendo perciò gli under12 e le persone per cui è controindicato farlo per motivi di salute – la quota di quanti sono a metà del percorso sale all’86.4%.
CONFRONTI Analizzando le diverse aree, continua a essere la Lomellina quella in maggiore ritardo, con appena 10 comuni tra i primi 50 per numero di vaccinati, di cui solo Gambolò, Mede e Cilavegna di “maggiori” dimensioni, mentre tra gli ultimi 50 se ne trovano 21, poco meno della metà,
tra cui spicca Mortara, che tra i più grandi centri provinciali è la peggiore in assoluto, con il 72.8% di mortaresi alla prima dose e il 63.3% che hanno concluso il percorso.
Vigevano si colloca al 75.2% e al 66.5%, Pavia all’81.5% e al 72.9%, Voghera al 75.5% e al 68.1%. Tra gli altri municipi lomellini, Gambolò è al 75.9% e al 67.0%, Mede al 78.9% e al 71.2%, Garlasco al 75.0% e al 66.4%, Cassolnovo al 74.3% e al 65.4%. Anche in queste città si è assistito a un forte calo delle iniezioni.
CHI RINCORRE La Lombardia, pur con la frenata settembrina, resta al secondo posto su scala nazionale per popolazione vaccinata, dietro alla sola Toscana e al di sopra della media italiana del 75.9% per chi è a metà strada e del 71.1% di chi ha finito (fonte Gimbe), anche se il 7.5% degli over50 non ha ricevuto il vaccino pur appartenendo alla fascia di popolazione che, per età, è più esposta agli effetti più gravi della Covid-19. Nonostante le aspettative del coordinatore regionale Guido Bertolaso, che a fine luglio auspicava per fine settembre la conclusione della «campagna di vaccinazione massiva», sono ancora troppi i lombardi non vaccinati. Secondo i dati del Ministero della Salute, a livello regionale mancano all’appello il 4.7% degli over80 (circa 35mila persone), il 9.7% di chi ha tra 70 e 79 anni (circa 100mila), il 13.2% di chi ne ha tra 60 e 69 (circa 170mila) e il 17.2% di chi ne ha tra 50 e 59 (circa 280mila), anche se il gruppo che arranca più di tutti è quello 30-39, con il 21.4% di non pervenuti, addirittura di più di quelli del gruppo 20-29, che è stato ammesso alla vaccinazione per ultimo e di cui non è stato raggiunto il 13.1%.
Giuseppe Del Signore

