Non solo esami, gli istituti secondari di secondo grado sono alle prese anche con la sfida del Pnrr, che li vedrà ricevere risorse per centinaia di migliaia di euro da qui al 2026, ma che richiederà un enorme sforzo organizzativo, amministrativo e didattico per le scuole di Vigevano e Lomellina, alle prese con tempi ristretti, risorse umane difficili da reperire, progetti da inventare. Un impegno, ma anche una sfida che i dirigenti scolastici sembrano voler cogliere insieme ai docenti e al personale Ata. (a cura di Isabella Giardini)
1. Panzarasa (Cairoli): «Formeremo 1600 docenti su IA, robotica e altro»
Anche il Cairoli è destinatario di diversi fondi legati al Pnrr: «Il primo finanziamento – argomenta il dirigente scolastico Alberto Panzarasa – è denominato “Future Classrooms” e ammonta a circa 160mila euro; è dedicato al rinnovamento delle aule. Verranno rinnovate 23 aule sia negli arredi sia nelle dotazioni tecnologiche, poi abbiamo un finanziamento di circa 130mila euro dedicato ai laboratori, infine il Ministero ci ha individuato, insieme ad altre 42 scuole, come Polo Formativo sui temi di interesse nella transizione digitale. Abbiamo un finanziamento di 340mila euro con cui dobbiamo organizzare corsi di formazione coinvolgendo 1600 docenti su intelligenza artificiale, pensiero computazionale, robotica educativa, curricolo digitale, uso consapevole delle tecnologie». Grazie alle risorse saranno acquistati Lim, pc, laboratori mobili, microscopi, strumenti digitali per acquisizione dati. L’istituto è già partito con i primi bandi, anche se la deadline del 30 giugno spaventa. «Nel mese di marzo abbiamo costituito un gruppo di progettazione per le varie azioni del Pnrr con il compito di valutare attentamente spazi e tecnologie presenti nell’istituto e prospettare un piano di azione per gli acquisti». I licei non rientrano tra i soggetti coinvolti nei fondi antidispersione, il Cairoli «da alcuni anni ha messo in atto azioni che si concentrano soprattutto sugli studenti del primo anno».
2. Loria (Caramuel, Roncalli, Castoldi): «Al centro il contrasto alla dispersione»
Il Caramuel, insieme a Castoldi e Roncalli, sarà interessato in maniera prevalente dalle risorse per il contrasto alla dispersione scolastica, come prevedibile visto che il Pnrr punta a rafforzare soprattutto l’istruzione tecnica e professionale. «Per quanto riguarda il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – dice il dirigente scolastico Matteo Loria – i percorsi di interesse del nostro istituto sono rivolti agli interventi antidispersione per gli studenti e a livello di infrastruttura per le classi digitali ed i laboratori per le professioni del futuro».
3. Pigorini (Omodeo): «Allestiremo aule immersive e spazi per realtà aumentata»
A Mortara sono due le azioni che saranno finanziate col Pnrr, 150mila euro per le aule innovative e 160mila euro per i laboratori per le professioni digitali del futuro. «Se non ci saranno proroghe, dovremo impegnare le spese entro la fine del mese di giugno – illustra il dirigente scolastico Stefania Pigorini – per organizzarci abbiamo istituito gruppi di lavoro per la progettazione “tecnica” e formativa degli interventi. Gli acquisti che realizzeremo per migliorare la dotazione tecnologica sono schermi interattivi, nuovi dispositivi fissi e portatili, software per la gestione di ambienti di apprendimento digitali, kit per il coding e la robotica; realizzeremo anche aule immersive e spazi dedicati alla realtà aumentata. Saranno realizzati due nuovi laboratori, uno dedicato alle Stem e uno alla produzione di contenuti multimediali e digitali».
4. Frojo (Casale): «Azione a 360°, dal mentoring alle aule e laboratori innovativi»
Il Casale è beneficiario di uno stanziamento di oltre 176mila euro per il contrasto alla dispersione scolastica e ha già iniziato a individuare il team che si occuperà della messa a terra dei progetti collegati e del monitoraggio degli interventi rivolti agli studenti più fragili. «Pensiamo – spiega il dirigente scolastico Elda Frojo – di partire con interventi di rinforzo delle competenze di base in italiano, matematica e inglese a settembre-ottobre del prossimo anno scolastico, focalizzandoci in particolare sul primo biennio. Almeno il 30% delle risorse assegnate sarà dedicato a interventi di mentoring e orientamento, per gli studenti del secondo biennio e del triennio prevediamo di attivare soprattutto percorsi formativi e laboratoriali co-curricolari che prevedono la presenza di un docente esperto e di un tutor per approfondire temi volte al rafforzamento del curriculum. Dobbiamo coinvolgere almeno 213 studenti». Non è l’unico ambito toccato dal Pnrr, altri 171mila euro arriveranno per ambienti di apprendimento innovativi ovvero per realizzare «aule innovative, almeno 23 tutte dotate di monitor interattivi e software didattici avanzati sia per le discipline Stem sia per le discipline umanistiche». Invece nell’ambito dei “laboratori per le professioni digitali” le risorse previste superano i 164mila euro e il Casale conta di impiegarli «per proiettare i nostri studenti nelle realtà lavorative del futuro».
5. Ma tempi troppo stretti e niente fondi per le strutture
Tutti i dirigenti sono concordi nel sottolineare l’enorme «mole di lavoro per le scuole non sempre gestibile – sottolinea Frojo – il personale non è adeguatamente formato e gli adempimenti burocratici sono imponenti; le indicazioni operative e le piattaforme sono state rese disponibili con grande ritardo e in questo periodo le scuole hanno tantissime incombenze, a partire dagli esami e senza dimenticare che nel periodo estivo il personale presente è ridotto. Infine gli operatori economici saranno subissati di richieste e non siamo sicuri che rispetteranno i tempi». Anche Pigorini rimarca «il ritardo nell’apertura della piattaforma di gestione», che unito alla «transizione tra il vecchio e il nuovo codice degli appalti e alle consuete attività di conclusione dell’anno scolastico» rende arduo rispettare le scadenze. Inoltre restano scoperte alcune aree: «I vincoli rigidi sulle percentuali di spesa assegnate alle diverse voci rappresentano un punto di debolezza; il rinnovo degli ambienti di apprendimento richiederebbe di poter destinare una percentuale superiore di fondi agli arredi innovativi con un’attenzione specifica anche agli spazi di apprendimento non formali. L’Omodeo, come molti licei, non ha ricevuto finanziamenti destinabili a progetti didattici e formativi». Panzarasa aggiunge che «a mio giudizio un problema che rimane irrisolto e che viene toccato solo in minima misura dai fondi Pnrr è quello dell’edilizia scolastica. Palazzo Saporiti, pur essendo un palazzo storico non presenta particolari problemi in questo senso, ma ci sono molti altri istituti in cui inevitabilmente il rinnovamento della didattica passa attraverso il rifacimento degli edifici».




