Speciale Natale / A tavola resiste la tradizione

Pranzo di Natale: a Vigevano vince la tradizione. A raccontarlo sono gli chef della città, tra fornelli accesi e memorie che profumano di casa, in un intreccio di gesti antichi e sapori che tornano puntuali come una promessa. Inizia Nadia Vighi, anima e cuore del ristorante Chez Nadi. Da qualche anno, il giorno di Natale, il locale resta chiuso. Una scelta che è quasi una dichiarazione d’amore:

Cucino per la famiglia. Accadeva anche prima e le cose non sono cambiate: come si può notare, anche le chef non sono escluse da questo piacevole dovere.

Il Natale, per lei, è una tavola raccolta, senza pubblico, dove la cucina torna a essere gesto intimo, domestico, fatto di sguardi complici e piatti che raccontano storie di famiglia. Quanto ai piatti insoliti, Nadia non ha dubbi: «No, non ho avuto richieste particolari. Qualcuno, ogni tanto, azzarda il sushi o l’oca come secondo. Ma sono mode passeggere: vengono chieste perché fanno tendenza e poi spariscono, come neve al sole». La tradizione resiste anche nelle parole di Piero Corvi, pastry chef al Centro di Formazione Professionale. Per lui il Natale ha ancora un centro di gravità ben saldo, che ruota attorno a ricette robuste e rassicuranti: «Il cappone ripieno, come secondo, ha ancora tanto da offrire a chi ama la cucina intesa in un certo modo». Un modo che parla di tempo lento, di mani pazienti, di preparazioni che richiedono cura e attenzione, di ricette che non hanno bisogno di reinventarsi perché sono già complete così, come un racconto ben scritto.

E se il giorno di Natale guarda alla consuetudine, la vigilia può concedersi qualche divagazione, senza però perdere il filo della festa. Lo racconta la chef Rubina Rovini: «Piatti insoliti? Alla vigilia non manca mai il pesce crudo, insieme alle ostriche. Piacciono a tutta la famiglia e anche agli ospiti». Un piccolo rito marino che anticipa la festa, leggero e brillante, come un brindisi prima della musica o una nota fuori spartito che rende più intensa l’attesa. Cambiano le mode, passano le tendenze, ma a tavola tornano sempre gli stessi sapori: quelli che sanno di casa, di attesa, di tempo condiviso. Sapori che non hanno bisogno di stupire, perché il loro segreto è restare, anno dopo anno, lì dove la tradizione continua silenziosamente a vincere.

Isabella Giardini

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