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giovedì, Novembre 26, 2020
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    Csi, il campionato si ferma prima di cominciare

    Anche gli amatori restano a bocce ferme. L’ordinanza emessa dal presidente della Lombardia Attilio Fontana nel pomeriggio di venerdì ha lasciato a piedi anche gli iscritti al campionato di calcio a 11 del Centro Sportivo Italiano, che sarebbe dovuto partire proprio il giorno successivo. Una decisione che, al di là della situazione pandemica, ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti: sia alle società che nelle scorse settimane si erano adeguate ai protocolli di sicurezza, sia agli stessi organizzatori, che in una manciata di ore hanno visto vanificare il lavoro degli ultimi mesi. Su quello che sarà il futuro, non si può che attendere: «Non ho voce in capitolo sulle decisioni di chi ci governa – è il commento di Fortunato Moschino, coordinatore della delegazione di Vigevano – nel merito non posso dargli torto, ma avrebbero potuto muoversi per tempo, non il giorno prima: noi ci eravamo messi in moto, come gli organizzatori dei campionati giovanili, e questa scelta ci ha colti impreparati». E dire che poche ore prima dello stop imposto dalla Regione, il comitato pavese aveva inviato una mail per ribadire lo svolgimento del campionato: l’unica certezza, ora, è invece che per tre settimane si rimarrà fermi. «Almeno fino a novembre – precisa Moschino – attualmente restiamo nel limbo».

    Sport Moschino Csi
    Fortunato Moschino

    Pur comprendendo la ratio dei provvedimenti, l’umore non è dei migliori neanche tra i rappresentanti delle diverse società, che avevano investito tempo e risorse per provare a ripartire in sicurezza. «La notizia della sospensione ha generato rammarico in tutto l’ambiente – racconta Paolo Gentile, presidente del Confienza – specialmente perché giunta all’ultimo momento, la sera prima dell’inizio del campionato, dopo che per settimane abbiamo cercato di fare di tutto, con parecchie difficoltà, per adeguarci e, soprattutto, per adeguare la nostra struttura, che non è tra le più moderne, per usare un eufemismo, ai protocolli. Ammetto però che non è stato un fulmine a ciel sereno, perché la situazione dell’epidemia stava peggiorando di giorno in giorno e la possibilità che le istituzioni mettessero in pratica interventi restrittivi era nell’aria. Personalmente, se pur dispiaciuto, credo che abbia prevalso il buon senso perché ai nostri livelli è difficile essere ligi al 100% nel rispetto delle linee guida e si corre il rischio che le raccomandazioni restino sulla carta o, quantomeno, snaturino il senso di calcio amatoriale che si basa sull’amore per lo sport, ma anche sul piacere di stare insieme e godere di momenti conviviali. Ci auguriamo che questi sacrifici e lo sforzo comune possano riportarci presto in campo a fare ciò che amiamo».

    a-team gifra csi

    Anche sulla sponda Chicco Civita prevale lo scoramento: «Siamo dispiaciuti perché ci eravamo adeguati a tutti i protocolli ed eravamo davvero pronti per iniziare in sicurezza – è il commento del mister Antonio Cadenazzi – davanti a certi numeri non ci sono purtroppo più certezze ed è giustissimo tutelare la salute dei ragazzi e di tutti in generale. Anche se a malincuore, secondo noi è giusto fermarci un attimo ed in questo momento pensare alle priorità della vita: salute, lavoro ed affetti». Attendere, insomma, resta l’unica cosa da fare, come ribadisce anche Mauro Mainardi, neo allenatore dell’A-Team Gifra: «Mi dispiace che la mia prima esperienza in panchina, si sia fermata poco prima dell’inizio del campionato. In ogni caso rispetto la decisione del CSI, in quanto, prima di essere sportivi amatoriali, siamo figli, mariti o anche padri e non vogliamo mettere a repentaglio la salute dei nostri cari. Il rammarico resta, perché in questo mese siamo riusciti ad attrezzarci ed a seguire pedissequamente il protocollo, allenamento dopo allenamento. Non ci rimane che attendere una apertura della Regione Lombardia sulla ripresa delle attività sportive».

    Alessio Facciolo

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